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Autore Topic: L'angolo del perchè  (Letto 64028 volte)

Offline Bingo Bongo

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #30 il: Marzo 14, 2013, 11:17:14 am »
0
Dal punto di vista tecnico ci sono cose, per me, sensate in entrambi i video.
Dal punto della contestualizzazione che per me fa, nella DP, la differenza fra un allenamento utile alla situazione reale il primo mi sembra più verosimile.
A ingaggio ormai avvenuto ho la fissa del blocco del braccio armato con l'obiettivo di impedire completamente il movimento anche, pur non come obiettivo tattico primario, portando a terra per sfruttare il suolo. Anche perché le coltellate non arrivano solo al bersaglio grosso o alla testa, ma arrivano anche sulle braccia.
Quindi è fondamentale impedire che la mobilità del polso armato possa provocare tagli alle braccia di chi si difende.

Ora, qual è il  ??? nel primo video:

Senshido : Addressing Prison trained Attack Methods


Nella spiegazione mette sempre anche l'altro braccio a controllo di quello armato e di principio può pure starmi bene, ma un minuto dopo quando fanno "sul serio" manco per la fava che entrambe le braccia vanno a controllo.

Il secondo non è contestualizzato quindi magari si può discutere se la tecnica isolata possa poi avere un transfer in una situazione reale e qui non tanto l'idea quanto la dinamica mi lascia qualche dubbio di fattibilità:

Grandmaster Remy A. Presas Sr. Knife defense demo


Inizio con questi, ma ho in agenda di ragionare cambiando completamente prospettiva perché sono curioso di capire quanto può essere realistico difendersi da coltello non mirando al braccio armato, ma ad altro.

Offline cooks71

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #31 il: Marzo 14, 2013, 13:33:45 pm »
+1
Nei video di Presas (pace all'anima sua), risponde con soluzioni impossibili ad attacchi impossibili.
Quindi non sono da prendere in considerazione.
Sta facendo delle cose un po' "strane" che non si trovano nelle AMF, anche se è un pilastro delle AMF.

Il primo video, solite cose... Contro un attacco "Singer" (ovvero che simula la frequenza di un ago di una macchina per cucire), puoi solo prendertene qualcuna di coltellate in punti "non importanti" e bloccare quel cavolo di braccio armato.
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Offline The Spartan

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #32 il: Marzo 14, 2013, 13:44:26 pm »
0
I due video sono uno con praticamente zero tecniche e uno che mostra una serie di soluzioni diverse...
Nel primo caso l'errore grossolano che io vedo è quello di usare un braccio per andare a impegolarsi con la testa dell'attaccante a ovvio discapito nn solo della possibilità di difendersi con due braccia ma anche di mantenere una posizione meno esposta col corpo.
Nel secondo ho trovato surreale il fatto che si preoccupi a un certo punto della possibilità di un certo tipo di taglio se il coltello finisce in una determinata posizione ma per il resto nn posso aggiungere nulla di più di quanto ha scritto Cooks...se nn che nn c'è mai un movimento che possa far pensare alla possibilità di lavorare anche qualora lui richiami l'arma.
Ma la soluzione che mostra al minuto e cinque circa mi piace.
Ampliando il discorso io credo che ormai sia ai limiti del teorema che serve andare a bloccare in qualsiasi modo il braccio armato e poi si vede...
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Offline Diego

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #33 il: Marzo 14, 2013, 15:10:25 pm »
0
Qualche giorno fa ho letto su un altro forum di un istruttore che riferiva di un suo allievo che sul posto di lavoro aveva disarmato un paio di sere prima un tipo aggressivo armato di coltello col primo disarmo che mostra Presas (quello su piatto della lama). Nel forum veniva chiamato up and down disarm e pur non conoscendone io la nomenclatura da come veniva spiegata la dinamica ho immaginato fosse quel tipo di disarmo, anche perchè l'utente del forum era fiero che il suo allievo fosse riuscito ad applicarlo e soprattutto che fosse riuscito a non tagliarsi minimamente nell'esecuzione, rischio classicamente considerato intrinseco e male minore in relazione al contesto di quel genere di azione. 

Fanchinna

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #34 il: Marzo 14, 2013, 15:18:28 pm »
0
seeeeeeee....guo

Offline cooks71

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #35 il: Marzo 14, 2013, 15:27:16 pm »
0
Qualche giorno fa ho letto su un altro forum di un istruttore che riferiva di un suo allievo che sul posto di lavoro aveva disarmato un paio di sere prima un tipo aggressivo armato di coltello col primo disarmo che mostra Presas (quello su piatto della lama). Nel forum veniva chiamato up and down disarm e pur non conoscendone io la nomenclatura da come veniva spiegata la dinamica ho immaginato fosse quel tipo di disarmo, anche perchè l'utente del forum era fiero che il suo allievo fosse riuscito ad applicarlo e soprattutto che fosse riuscito a non tagliarsi minimamente nell'esecuzione, rischio classicamente considerato intrinseco e male minore in relazione al contesto di quel genere di azione.

Allora, se c'è il vestiario e/o la lama "non è piccola", ed è monofilo, il disarmo sul piatto della lama si fa, eccome. Il problema è che stai sempre impegnando due arti contro uno solo dell'aggressore. Al solito: o gli dai altro a cui pensare, oppure, pugni in faccia/dita negli occhi a chi ti cerca di di disarmare con due mani.
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Offline Dieselnoi

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #36 il: Marzo 14, 2013, 15:42:41 pm »
0
Forse funziona appena (appenissima) meglio se alla presa sull'arma sostituisci una piccolissima "trattenuta"giusto per andare a segno con un colpo sferrato. Considerate che per fortuna la stragrande maggioranza delle situazioni problematice coi coltelli è causata da gente che non vuole realmente ucciderti ma piuttost minacciarti o "segnarti."

E dunque non la l'olindità per chiuder davvero la distanza cattivo al punto giusto. A me sembra che molti disarmi da video (e molti insegnamenti di knife fighting) siano orientati in questa direzione!

Offline Diego

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #37 il: Marzo 14, 2013, 15:51:03 pm »
0
Concordo con Cooks, in particolar modo con la lama “non è piccola” che reputo la principale conditio sine qua non per il genere di azione e la premessa scolastica dell'azione.
C'è poi un costante interrogativo col coltello, come in altro genere di situazioni: chi "prende il peso" a chi?.

Offline The Spartan

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #38 il: Marzo 14, 2013, 15:55:44 pm »
0
Che intendi per "prendere il peso"?
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Offline Diego

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #39 il: Marzo 14, 2013, 16:31:56 pm »
0
Eh... Bella domanda!
Chi sta gestendo i due pesi/baricentri, il proprio e l'altrui. E' il senso, il nocciolo, l'essenza di “la sopravvivenza col coltello è lotta”. Poi di fatto difficilmente lotti “tronco a tronco” ma è un contesto di lotta in cui cerchi la gestione del peso altrui attraverso il contatto con le altrui appendici (arti e testa), quindi in modo più indiretto rispetto alla lotta sportiva.
Nella mia ignoranza in materia ipotizzo che sia una chiave di lettura leggermente differente anche dal gioco di prese alle maniche del judo (disciplina di cui però appunto capisco ben poco).
Infatti nel kali e nel silat c'è di solito più risalto anche per gli sbilanciamenti e squilibri attraverso il contatto con un arto solo dell'avversario o con la testa. L'approccio nella distanza di lotta sottointende l'idea di “legare senza farsi legare”.
Spero di averti dato modo di capire ma sono espressioni di concetti che mi sono state trasmesse più dalla pratica leggendo tra le righe che dalla didattica esplicita.
Con un esempio pratico quando afferri un arto armato, a parte la determinazione che ti fa incollare ad esso come una patella al suo scoglio, quello che ti consente di non farti colpire in modo efficace dall'opponente o dal far sì che ti faccia perdere la presa, è appunto la gestione dei pesi, il “prendergli il peso/baricentro”. Lo fai in modo così semplice da apparire banale, attraverso il posizionamento, la sensibilità (chiamalo potere balistico se vuoi che è un espressione che si avvicina in parte al medesimo concetto più generico, flessibile e trasversale ).

Offline The Spartan

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #40 il: Marzo 14, 2013, 16:41:16 pm »
0
Guarda, è un esperimento a cui ho assistito più volte e c'ho fatto anche un video con allievi molto poco esperti.
Assicurato bene l'arto armato, gente che pesava 20-25kg in meno l'aggressore lo ha "gestito"...
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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #41 il: Marzo 14, 2013, 16:57:15 pm »
0
Concordo, la manifestazione del “prendere il peso dell'attaccante” e del "non essersi fatto prendere il proprio peso" si manifesta con quel risultato. Ti ho fatto quell'esempio apposta, sapendo che poteva essere anche a te un contesto molto familiare.
Calcola che l'afferrare correttamente l'arto armato è denominato da qualche insegnante “scacco” nella partita tattica della sopravvivenza col coltello. Sta a intendere che l'obiettivo estremamente più difficile è stato raggiunto. La partita per la gestione dei pesi da ambo le parti comincia molto prima di riuscire ad afferrare.

Fanchinna

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #42 il: Marzo 14, 2013, 17:03:31 pm »
0
Ed Parker usava l'espressione "Marriage of Gravity" ma era riferito più al mettere peso sulla tecnica per renderla più potente

mentre il tuo concetto mi sembra più vicino alla centralizzazione delle arti aiki
vale a dire tra i due contendenti colui che riuscirà maggiormente a costituire il centro  acquisirà un vantaggio non da poco

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #43 il: Marzo 14, 2013, 18:18:21 pm »
0
Nel primo video postato da Bingo in una situazione del genere non ci vedo niente di male ad andare su due mani sull'arto di quello che attacca con la lama,che poi sia la soluzione migliore o meno questo é un'altra cosa,anche se personalmente penso che non sia totalmente sbagliata.
Su rriatu a San Francisco/nun sapendo come agiscu/cu nu vecchiu camburrista/m'aggiu misu a pazziar./Pazziando e pazziando/di curtellu e di bastone/per sfregiar stu carognone/che tradisce la società./Mo si presenta nu picciottellu/culla coppola de sgarru/esci fore maresciallo/ca la faccie taggiu sfregiar./Mo se presenta nu capuposto/culla coppola de sgarru/co nu bastoncinu a manu/cinque lire tu m'ai dar./Cinque lire ieu nun le tegnu/cinque lire nu tel le do/si picciottu de prtima uscita/nu ppartieni alla società./Società cunsegna é bona/di curtellu e di bastone/per sfre

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Re:L'angolo del perchè
« Risposta #44 il: Marzo 15, 2013, 00:14:08 am »
0
Io penso che un allenamento è sempre un compromesso fra tecnica e intenzione. Il filippino attacca in modo improbabile (non credo che sia impossibile) poi magari il giorno che il collega gli scassa le palle in mensa lo buca alla "singer". Oppure lo aggredisce con poca intenzione come nel video.
Per questo preferisco sempre prima l'approccio dove si impara a usarlo il coltello.

Detto questo, se escludiamo le cose meno probabili tipo lancio della lama da 4 metri che si conficca in gola, credo ci siano un paio di paletti che forse si possono mettere.

O l'aggressore affonda o fa il singer. Se affonda è probabile che faccio uno o due passi, magari nessuno, e affonda. In questo caso molte tecniche anche tradizionali (parlo della tecnica non necessariamente del metodo allenante) possono risultare efficaci. Se poi sono allenate bene il repertorio e la possibilità di venirne fuori bene in questo caso ce ne sono parecchie.

Se il tizio fa il singer o è già alla distanza corretta oppure ci viene incontro. Se ci viene incontro e noi indietreggiamo o ci giriamo e corriamo o prima o poi veniamo bloccati da qualche impedimento. Spostarsi di lato non serve perché ci ha nel mirino quindi semplicemente si sposta pure lui.

A questo punto, per me, il singer è la situazione più difficile da gestire. Se c'è lo spazio una certa strategia finalizzata a invitare l'aggressore all'affondo portandolo in una situazione, anche posturale, per me più vantaggiosa (imho), potrebbe essere una soluzione. Se lo spazio non c'è allora il braccio armato deve essere bloccato nel minor tempo possibile. Solo che il braccio armato è anche la parte più rischiosa da bloccare oltre che la più attiva. Fermo restando che sono pienamente d'accordo che i disarmi sul piatto della lama in certe condizioni si possono fare e fermo restando che sono d'accordo con
Citazione
nn c'è mai un movimento che possa far pensare alla possibilità di lavorare anche qualora lui richiami l'arma.
Insomma non vorrei che mi tagliasse un pò. Certo meglio un pò che morto. E che io con le leve non ci so fare. Mi voglia subito di tirare una papagna. Ci devo pensare.


Ah, poi c'è un'altro contesto. Quello in cui l'aggressore ha l'arma, ma sta anora solo minacciando. Si questa mi piace anche se forse me l'avete già "schifata" da qualche parte...O era un altra?
Comunque questa mi piace perché cazzo se ti vola il coltello te ne do tante che la prossima che mangi la carne dovrai farlo con la cannuccia :)
Anzi questo sarebbe un bel tema sulla perdita del controllo della prima volta che vogliono ammazzarti di botte, ma poi riesci a metterlo sotto e...

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