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Autore Topic: Violenze e violenze  (Letto 7539 volte)

Offline Gargoyle

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Violenze e violenze
« il: Luglio 09, 2014, 14:42:35 pm »
+8
(Trovato in internet frutto di uno che ne sa, lo ripropongo)

La maggior parte delle violenze, sopratutto quelle nei confronti delle donne, bambini ed anziani, avviene in ambito famigliare, da parte di persone conosciute, quali parenti, partner, ex partner o pretendenti.
Le violenze si possono sprigionare sotto diverse forme :

Violenza Psicologica
apprezzamenti offensivi in pubblico o in presenza di amici, atteggiamenti di disistima critiche avvilenti, tentativi di sminuire il ruolo del congiunto, ecc.
La violenza fisica e violenza psicologica spesso sono legate: nessun uomo si mette a picchiare la moglie dall’oggi al domani senza motivo apparente. La maggior parte dei coniugi violenti prepara prima il terreno e comunque la violenza psicologica può fare grossi danni anche da sola.

Isolamento
il coniuge che ostacola apertamente la vita sociale dell'altro congiunto.
Tale atteggiamento può essere a volte sfumato, sotto forma di insofferenza per le amicizie dell'altro, fastidio per le attività "fuori casa", fino ad arrivare a veri divieti ultimativi o a costrizione fisica, non solo a uscire dalle mura domestiche, ma anche ricevere ospiti non graditi, arrivando anche a controllare le telefonate.

Violenza Economica
La violenza economica consiste nel costringere l'altro a dover dipendere in tutto e per tutto per le spese, magari arrivando a "sequestrare" lo stipendio guadagnato dal congiunto.

Percosse e abusi fisici
Le botte, gli schiaffi, sono il fenomeno più evidente ma non per questo meno soggetto alla spiccata tendenza a coprire, minimizzare, ignorare, negare, anche e soprattutto da parte di chi ne è vittima. Ancor di più quelle forme di abuso fisico più "soft" (mi si passi il termine) come gli spintonamenti, il tirare i capelli, torcere le braccia, o la semplice intimidazione fisica che magari non lasciano segni visibili sul corpo.
- Minori
Come nel caso degli anziani, i maltrattamenti verso i minori possono essere di tipo privativo, come il non prendersi cura del bambino non lavandolo, non vestendolo adeguatamente, ignorare le necessità affettive, infliggere sofferenze psicologiche e fisiche, trascurare o ignorare le sue necessità mediche, trascurare le esigenze di istruzione e scolarizzazione, pretendere che il minore adegui il suo comportamento complessivo alla realizzazione di desideri dell'adulto che non considerano le sue reali capacità ed aspirazioni.
Oltre a questi tipi di abuso, possono verificarsi forme di violenza fisica vera e propria e persino abusi sessuali.
- Anziani
Si tratta di un'altra tipologia di abusi che spesso non viene riscontrata e rilevata perché l'anziano stesso è incapace di segnalare quanto gli succede per paura o per imbarazzo o per deterioramento mentale.
Uno dei casi più segnalati è quello della eccessiva somministrazione di psicofarmaci per rendere più facile la gestione della persona, soprattutto nei casi di demenza.
Un altro caso frequente di abuso riguarda la gestione finanziaria dei beni dell'anziano, soprattutto nel caso della persona con scarse capacità cognitive.
In ogni caso, i maltrattamenti possono esprimersi sotto varie forme: abuso fisico, psicologico/emotivo, finanziario e semplicemente dimostrando negligenza, intenzionale o meno, verso i bisogni dell'anziano non più autosufficiente.

Violenza sessuale
Il fenomeno è prevalente proprio tra le mura domestiche, piuttosto che ad opera di sconosciuti.
Eppure fino ad alcuni decenni fa, lo stupro "domestico" era reputato impossibile dai giuristi, motivando l’impossibilità con il fatto che esisterebbe il cosiddetto “debito coniugale” (evito ogni commento), ed affermando che: Poiché la costrizione, per costituire reato, dev'essere illegittima, così non è punibile il coniuge che costringa l'altro coniuge, mediante violenza o minaccia, alla congiunzione carnale secondo natura e in condizioni normali. Tra gli scopi del matrimonio, invero, è anche quello di fornire “remedium concupiscentiae”.


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Offline Gargoyle

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Re:Violenze e violenze
« Risposta #1 il: Luglio 09, 2014, 14:52:58 pm »
+7
Stalking
"Stalking" è un termine inglese che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo a danno di un'altra persona. Tali atteggiamenti consistono in atti di persecuzione (telefonate, messaggi, pedinamenti, altro) tali da generare nella vittima stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. Questo tipo di condotta costituisce reato in molti Stati. In Italia tale reato ha il nome di "atti persecutori", ed è previsto dall'articolo 612 bis del Codice penale, introdotto con il Decreto Legge del 23 febbraio 2009, n. 11 (decreto Maroni).  L'articolo 612 bis recita: "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonchè quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio". Le condizioni della vittima come aggravanti
Rappresentano circostanze aggravanti le condizioni soggettive della vittima.
In particolare la pena è aumentata se il reato è commesso in danno di:
- minore
- coniuge separato o divorziato
- ex fidanzato
- donna incinta
- persona disabile
- soggetto già ammonito
 
Stalker
Può essere un uomo o una donna che compie reiterate condotte nel tempo, dirette e indirette, indirizzate ad una persona conosciuta o sconosciuta. Inducono in uno stato di soggezione o grave disagio fisico e psichico ed economico.
Nel 50% dei casi gli stalker sono gli ex-partner, ex-mariti, ex-mogli o ex-fidanzati/e.
Il momento principale della condotta persecutoria e proprio quello di cercare di incutere uno stato di soggezione nella vittima per disporne a proprio piacimento, facendo terra bruciata intorno a lei.

Ex-partner
Se la vittima ha una nuova relazione, si presenta al nuovo partner minacciandolo, così come con gli amici e amiche, accusandoli di essere stati la causa della rottura.
La sua reazione è caratterizzata da maltrattamenti che sfociavano in violenze fisiche e verbali, commessi anche in presenza di altre persone.
Tende ad isolare la vittima dalla vita sociale, denigrandola anche di fronte ad amici e parenti (si presenta dagli amici e/o dal nuovo partner minacciandoli ed accusandoli di essere la causa di tutto).
Tende a tenere la vittima legata a se tramite iniziative giudiziarie relative ai figli o al patrimonio.

Pretendente respinto
Non necessariamente lo stalker è un violento, può essere un disturbatore, che ha comportamenti ossessivi e persecutori nei confronti della vittima, quali telefonate, sms, lettere, invio di doni, fiori, bigliettini, fino a giungere a pedinamenti, appostamenti, danneggiamenti a cose, fino ad arrivare ad aggressioni fisiche.
Il molestatore invia in continuazione sms alla vittima o le fa degli squilli al cellulare o le mette un fiore sul tergicristallo della macchina tutte le mattine, lascia bigliettini con messaggi d'amore, anche fuori dalla propria città, insomma che fa notare la sua presenza anche senza farsi vedere.
A prima vista potrebbe sembrare un corteggiamento, che, anche in presenza palese di rifiuti da parte della vittima, continua con la sua opera di persecuzione, fino a sfociare nello stalking.
Lo stalker diventa talmente assillante che anche se la vittima cambia abitudini, orari, il numero di telefono, non può più frequentare le amiche, rendendole la vita impossibile, lo stalker trova sempre una strada per arrivare a lei.

Vittime
Temono per la propria sicurezza personale e delle persone a cui sono legate (figli, genitori, parenti).
Non incoraggiare il persecutore alimentando le sue speranze.
Non cercare di farlo ragionare, perché nella sua mente tutto è distorto dalla realtà. Appena telefona chiudere immediatamente la chiamata. Evitare assolutamente di instaurare un dialogo o peggio, incontri chiarificatori. Porsi in modo da non lasciare spazio ad equivoci o illusioni.
Evitare di assecondare i suoi desideri, anche se giustificati come "ultimi". es: "Mi piaci tanto con quella gonna. Mettila un ultima volta e poi giuro ti lascerò in pace". Assumere un atteggiamento fermo di rifiuto
Rispondendo e discutendo con contro-argomentazioni, si rischia di aprire o tenere aperto un canale comunicativo, e di innescare nello stolker il piacere della sfida. Cercare di essere sempre in compagnia di persone. Non lasciare in giro, a portata di chiunque il proprio cellulare, per evitare che venga rubata la nostra rubrica, con l'elenco degli amici ed amiche, da poter seguire in caso facessimo sparire le nostre tracce. Non accettare regali da nessuno anche da amici o amiche.
Lo stalker consegna ad un nostro amico/a un "ultimo" regalo per noi, un cellulare costoso (iPhone), che poi si è dimostrato tarocco, con software di geolocalizzazione, con la possibilità di scaricare via web tutti i messaggi, la rubrica. In questo modo riusciva sempre a sapere dove vi trovate, con chi messaggiate, con chi telefonate.
Un altro motivo per non accettare regali è quello di mantenere sempre aperto il canale con lui. "L'ha accettato, allora mi pensa e mi ama ancora". Cambiare numero telefonico e
informare solo una stretta cerchia di amici e parenti il nuovo numero ed informali della situazione con quella persona, di non divulgarlo. Togliersi da tutti i social network.

Ammonimento
L'articolo 8 del Decreto Legge del 23 febbraio 2009 n. 11, prevede l'ammonimento del Questore.
Di cosa si tratta? In base a tale norma, la vittima di atti persecutori potrebbe, prima di presentare la querela, esporre i fatti all'autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al Questore nei confronti dello "stalker", autore della condotta, affinchè sia adottato il provvedimento di "ammonimento".
Il Questore assume, se necessario, le informazioni dagli organi investigativi, sente le persone informate sui fatti, e nel caso in cui ritenga fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei confronti del quale è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge.
L'ammonimento non presuppone la prova certa del fatto, ma solo la sussistenza di "indizi" che rendano verosimile l’avvenuto compimento di atti persecutori.
L'adozione dell'ammonimento, quindi, dipende dalla valutazione del Questore, che deve apprezzare la fondatezza dell’istanza, formandosi il ragionevole convincimento sulla plausibilità ed attendibilità delle vicende esposte, senza che sia necessario il compiuto riscontro dell’avvenuta lesione del bene giuridico tutelato dalla norma penale incriminatrice (T.A.R. della Lombardia, sentenza del 25 agosto 2010, n. 4182).
La pena per il delitto di cui all’articolo 612-bis del Codice penale è aumentata se il fatto è commesso da soggetto già ammonito. In tal caso, inoltre, si procede d'ufficio, ossia indipendentemente dalla presentazione della querela da parte della persona offesa. L'articolo 8 ha la finalità di scoraggiare, nel contesto delle relazioni affettive e sentimentali, contegni violenti o comunque disdicevoli i quali – seppure non integrino (ancora) un reato contro la persona o il patrimonio – potrebbero degenerare in illeciti penali produttivi di lesioni ben più gravi di valori giuridicamente tutelati (T.A.R. della Campania Napoli, sentenza del 13 gennaio 2011, n. 114).
Se il soggetto continua nella sua opera, la vittima chiama il 113 e viene trovato sotto casa della vittima, fuori dal suo ufficio o in altre circostanze comprovanti lo stalking, viene arrestato in flagranza, con conseguente aggravante in quanto già ammonito.



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« Ultima modifica: Luglio 09, 2014, 15:02:22 pm da Gargoyle »
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Re:Violenze e violenze
« Risposta #2 il: Luglio 09, 2014, 15:14:25 pm »
+5
Cosa fare?

Rompere l’isolamento
Il primo imperativo è uscire dall'isolamento sociale, cercando il più possibile di ampliare la rete di conoscenze in grado di fornirvi assistenza e supporto anche economico. La vostra famiglia di origine potrebbe non condividere le vostre scelte ma potrebbe fornirvi comunque un aiuto nel caso in cui decideste di fuggire.
Contattate il più vicino centro di assistenza e parlate con loro del vostro caso. Fatevi consigliere ed elaborate con loro un piano di azione. Talvolta queste organizzazioni dispongono di strutture di accoglienza in grado di ospitarvi, se necessario. A volte è possibile anche avere assistenza legale oltre che semplici consigli. Procuratevi un telefonino da tener nascosto per i vostri contatti riservati. tenetelo in un luogo poco accessibile e tenete pronta una scusa plausibile se viene scoperto. Non registrate i numeri riservati sulla rubrica e cancellate sistematicamente la cronologia delle chiamate.

Tenere un diario
Usate una agenda nascosta su cui annotate ogni evento, ogni atto di violenza nei vostri riguardi. Annotate date, orari, circostanze, persone presenti ai fatti, ogni dettaglio sul tipo di violenza da voi subito e sulle conseguenze. Se possibile andate al pronto soccorso per farvi rilasciare un referto medico e nascondetelo in un posto sicuro, magari a casa di qualche persona amica. Se non potete farlo, usate un telefonino o un qualunque apparecchietto fotografico per riprendere lividi o qualunque segno visibile da voi riportato, danni materiali, etc.
Ovviamente fate tutto ciò in modo discreto e nascondete tutto il materiale che riuscite a raccogliere.

Denunciare o non denunciare?
Anche qui, non agite di impulso e cercate un parere competente e neutrale prima di agire, magari presso uno dei già citati centri di assistenza. Non fidatevi ciecamente di chi vi consiglia l'iter legale, specialmente se a farlo è un avvocato o le forze dell'ordine.
Soprattutto non fatelo se non avete già risolto il primo punto, legato all'isolamento sociale ed economico.
Denunciare il partner è obiettivamente difficile: potreste sentirvi isolati, paralizzati, non in grado di uscire dalla situazione di dipendenza psicologica, materiale ed economica in cui vi trovate.
Inoltre, i conflitti interiori ed il prezzo da pagare potrebbe sembrarvi altissimo: perdere il compagno della propria vita, distruggere un matrimonio o una convivenza, dover reagire alle pressioni familiari.
A seguito della denuncia, inoltre potreste non avere un supporto istituzionale adeguato, soprattutto i termini di riabilitazione e di reinserimento.
Non per nulla accade spesso che le denunce vengano ritirate, in quanto innescare il sistema penale non è sempre la risposta efficace che la vittima vorrebbe.
Denunciare serve a far emergere la situazione di violenza, ma, purtroppo, anche a causa dei lunghi tempi del processo penale, non è risolutivo del problema della violenza in famiglia, specialmente se non si accompagna ad una misura cautelare coercitiva, come ad esempio il divieto di dimora.
Infatti, se il marito resta nell'abitazione familiare nelle more del processo penale, non si avrà comunque una tutela efficace per l'integrità fisica e psichica della vittima.

Pianificare i dettagli economici e di sussistenza
Vi state preparando a fuggire da un ambiente che mette a rischio la vostra esistenza, ma che vi offre un luogo in cui vivere.
Abbandonare la propria casa non è solo doloroso, ma anche difficile sul piano pratico, tanto più se ci sono i figli a cui pensare.
Amici, parenti, o i già citati centri di assistenza potrebbero fornirvi un luogo di accoglienza temporaneo ma, a parte il fatto che non è detto che nella vostra città ce ne sia uno che offra questa possibilità, è chiaro che il loro aiuto è per la prima emergenza.
Senza contare che, se la vostra intenzione è quella di ottenere l'allontanamento del vostro congiunto, non è detto che il tribunale, nelle sue imperscrutabili interpretazioni della legge, vi dia ragione. E anche se lo fa ci vorranno anni
Vi serve un luogo dove andare, del denaro contante e, se non lo avete, un lavoro.
Partirei da quest'ultimo punto.
Se non avete un lavoro, perché non lo avete cercato o vi è stato impedito di farlo, non disperate sulla possibilità di trovarlo. In Italia il lavoro c'è. Magari a condizioni peggiori che nel resto d'Europa ma c'è.
L'altra cosa è che trovare un lavoro dipende essenzialmente dalla rete di conoscenze di cui si dispone. Un motivo in più per considerare con attenzione il primo punto della nostra disamina e muoversi per tempo. Centri per l'impiego, agenzie di collocamento, possono comunque fornire delle occasioni di impiego magari temporaneo ma utili per garantirsi la sussistenza.
Per il resto fate un sistematico inventario di tutto quello che è per voi accessibile nell'immediato: documenti, carte di credito, bancomat, libretto degli assegni.
Se possibile cercate sempre di sapere dove vengono custoditi e preparatevi ad ogni evenienza.

Il kit della fuga
Non sottovalutate mai le possibili conseguenze di un'aggressione domestica. Se negli ultimi tempi si sono verificati eventi che hanno comportato percosse e lesioni, molto probabilmente si ripeteranno.
Se avete deciso di allontanarvi da un familiare violento, la cosa migliore sarebbe farlo in un momento propizio, possibilmente approfittando della sua assenza. Tuttavia non trascurate l'ipotesi di una fuga precipitosa se gli eventi dovessero precipitare. In questo caso, cercate di non farvi cogliere di sorpresa.
Se prevedete un simile evento, preparatevi un bagaglio minimo, che non dia nell'occhio, da tenere pronto e a portata di mano.
L'ideale sarebbe uno zainetto come quelli di scuola, in modo da consentirvi di muovervi ed avere le mani libere. Dovrebbe essere piccolo e leggero, ma contenere tutto il necessario:
- un cambio di vestiario adatto alla stagione
- chiavi dell'auto
- documenti
- soldi
- carte di credito
- PIN e codici di accesso bancari
- libretto degli assegni
- medicinali e kit di medicazione
- agenda con indirizzi utili e numeri di taxi
- un telefonino carico e con caricabatterie, con un numero telefonico nuovo
- biglietti autobus/metro/ferrovie locali (fuggendo di sera potreste non trovare una rivendita aperta)
- cibo per i bambini
Soprattutto abbiate chiaro per tempo dove volete andare, valutando anche l'eventualità di essere raggiunti anche là dove intendete rifugiarvi. Per questo sarebbe meglio evitare di recarsi presso parenti stretti o amicizie note.
Se non avete la possibilità di ricorrere ad un centro di accoglienza, valutate almeno per i primi giorni una pensione o, comunque, un luogo non facilmente individuabile.


Centro Antiviolenza
Ministero delle Pari opportunità - Tel.1522

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Re:Violenze e violenze
« Risposta #3 il: Luglio 09, 2014, 15:22:07 pm »
+6
Difendersi da un'aggressione

Questa fuga rocambolesca, preventiva, potrebbe non essere possibile se la lite è già esplosa.
Qualunque tentativo di allontanarsi potrebbe essere bloccato.
In questi casi può succedere di tutto, dagli oggetti scagliati alle percosse e non di rado si verificano tragedie.
Molto spesso è la vittima che in un estremo tentativo di difesa afferra un coltello o una bottiglia con il solo risultato di scatenare l'ira incontenibile dell'altro. Può capitare che la vittima venga disarmata e colpita con la stessa arma.
Occorre fare attenzione se in casa sono detenute armi da fuoco, in quanto il 28% delle uccisioni domestiche avviene con questo mezzo.
Se ne avete la possibilità, cercate di nascondere le munizioni e insistete che le armi siano custodite in un luogo chiuso a chiave, specialmente se ci sono bambini in casa. In questo caso fate in modo che anche la chiave non sia immediatamente raggiungibile.
Insomma fate in modo che accedere all'arma richieda tempo.
Una manciata di secondi in più potrebbe salvarvi la vita consentendovi la fuga.
In ogni caso se vi trovate a vivere un momento così drammatico, vi sconsiglio di impugnare oggetti da taglio o contundenti se non siete più che intenzionati ad usarli.
Come già detto, l'effetto dissuasivo non è affatto certo, anzi. E il rischio di essere disarmati è troppo alto.
Se possibile cercate di calmare, dissuadere. Non rispondete alle urla con le urla, cercate di evitare in tutti i modi tutto ciò che possa alimentare l'escalation.
Se ritenete che tutto ciò non basti, il consiglio che posso dare è quello di munirvi di una bomboletta spray al peperoncino acquistabile in qualsiasi armeria.
Se la situazione precipita spruzzatela in faccia al vostro aggressore, anche a distanza di un paio di metri, avrete la certezza di neutralizzarlo avendo tutto il tempo di fuggire.
Se decidete di munirvi di un tale aggeggio, vi ricordo alcune raccomandazioni: la prima è di non limitarvi ad acquistare una bomboletta antiaggressione, ma sinceratevi di saperla usare, provando ad usarla a vuoto diverse volte. Molto spesso queste bombolette hanno delle sicure che devono essere disingaggiate prima dell'uso. Nel panico potreste fare cilecca con conseguenze facilmente immaginabili. Inoltre dovete avere ben chiaro quanto lontano può arrivare lo spruzzo in modo da poter usare la bomboletta da distanza utile (non troppo lontano e non troppo vicino).
La seconda raccomandazione è quella di avere sempre addosso e facilmente raggiungibile la suddetta bomboletta, in quanto non è possibile nel momento del bisogno, e presumibilmente nel panico più totale, perdere tempo a cercare l'oggetto della salvezza in qualche cassetto incasinato o nella borsetta lasciata chissà dove.
La terza e ultima raccomandazione è quella di acquistare per la difesa domestica sempre e solo una bomboletta che emetta un getto "balistico" (per intenderci come quello emesso dai maschietti che fanno pipì) e NON un modello che emetta un getto "conico" (tipo lo spray per la lacca, sempre per intenderci). Il motivo è che questo ultimo tipo di spray non può essere impiegato in un ambiente chiuso perché emette un aerosol che satura quasi immediatamente la stanza. Il risultato è che verreste quasi certamente messi fuori combattimento anche voi.
In ogni caso, qualunque sia il tipo di spray usato, abbandonate immediatamente la stanza e fuggite subito dopo aver spruzzato, altrimenti i vapori urticanti potrebbero contaminarvi.
Per lo stesso motivo, se usate la bomboletta in un corpo a corpo, ricordate di tenere gli occhi chiusi e di trattenere il respiro mentre lo fate.
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Offline Dipper

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Re:Violenze e violenze
« Risposta #4 il: Luglio 11, 2014, 02:08:00 am »
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Segnato da leggere.
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Re:Violenze e violenze
« Risposta #5 il: Luglio 11, 2014, 09:01:38 am »
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Ottimo Gargo.
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http://www.youtube.com/watch?v=cxqe77-Am3w

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Re:Violenze e violenze
« Risposta #6 il: Luglio 11, 2014, 12:22:34 pm »
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Offline Gargoyle

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Re:Violenze e violenze
« Risposta #7 il: Dicembre 15, 2014, 09:28:22 am »
+1
Ma ho capito bene, depenalizzato lo stalking e i crimini contro la persona?  ???  :nono:
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Re:Violenze e violenze
« Risposta #8 il: Dicembre 15, 2014, 11:09:17 am »
0
Ma ho capito bene, depenalizzato lo stalking e i crimini contro la persona?  ???  :nono:

TUTTI i crimini che prevedono 4 o meno anni di carcere.
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Re:Violenze e violenze
« Risposta #9 il: Dicembre 15, 2014, 12:02:19 pm »
0
 :ohi:
Giovane furbino io rispondo agli uomini di paglia con gli uomini di paglia, per il sano principio di non sprecare energie inutili. Nel senso che la puzza di sviamento la sento a km, specie perche' ci conosciamo da un sacco e non spreco energie quando fai le nubi d'inchiostro.

Offline Gargoyle

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Re:Violenze e violenze
« Risposta #10 il: Dicembre 15, 2014, 12:07:06 pm »
+3
Bah... per un passo avanti ne facciamo quindici indietro  :dis:

A 'sto punto mi conviene di più aggredire per primo che difendermi in caso di bisogno, rischio di meno
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Re:Violenze e violenze
« Risposta #11 il: Dicembre 15, 2014, 21:22:22 pm »
0
Ma ho capito bene, depenalizzato lo stalking e i crimini contro la persona?  ???  :nono:

Come in che senso che mi sono perso?
Su rriatu a San Francisco/nun sapendo come agiscu/cu nu vecchiu camburrista/m'aggiu misu a pazziar./Pazziando e pazziando/di curtellu e di bastone/per sfregiar stu carognone/che tradisce la società./Mo si presenta nu picciottellu/culla coppola de sgarru/esci fore maresciallo/ca la faccie taggiu sfregiar./Mo se presenta nu capuposto/culla coppola de sgarru/co nu bastoncinu a manu/cinque lire tu m'ai dar./Cinque lire ieu nun le tegnu/cinque lire nu tel le do/si picciottu de prtima uscita/nu ppartieni alla società./Società cunsegna é bona/di curtellu e di bastone/per sfre

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Re:Violenze e violenze
« Risposta #12 il: Dicembre 15, 2014, 21:44:08 pm »
+1
Ma ho capito bene, depenalizzato lo stalking e i crimini contro la persona?  ???  :nono:

Come in che senso che mi sono perso?
Niente di che, solo un Renzi...

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Offline Andy

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Re:Violenze e violenze
« Risposta #13 il: Dicembre 16, 2014, 14:12:00 pm »
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Re:Violenze e violenze
« Risposta #14 il: Dicembre 27, 2014, 13:28:41 pm »
+1
NON è una bufala...tuttaltro... che poi il termine depenalizzazione sia errato ok, ma che l'effetto possa essere disastroso, altrettanto ok :(
Ragnaz - alias Luca