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Autore Topic: TUTTI (?) i combattimenti di "I fuorilegge della palude" - letteratura cinese  (Letto 792 volte)

Offline Kilik

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PUNTATA 0 - Introduzione

Salve a tutti, sono Troy McClure Kilik, una volta attivo utente di questo forum e praticante, oggi in disarmo su entrambi i fronti.

Mi sono finalmente deciso a iniziare questa (lunga) serie di post  con la quale spero di invogliare almeno qualcuno di voi a leggere (o almeno provarci) un importante testo cinese del passato.

Si tratta del "Shui Hu Zhuan"[1], o "Il margine dell'acqua", ma noto anche come "I fuorilegge della palude".

Assieme a "Viaggio in Occidente", "Sogno di un camera rossa" e "Il romanzo dei Tre Regni", è uno dei "quattro grandi romanzi classici"[2] della letteratura cinese.

Ma non è del suo valore letterario che sono qui a scrivervi.

Il fatto è che, quando anni fa iniziai a leggerne una traduzione, rimasi colpito dalle numerose scene di combattimento e di azione presenti nel testo, che spesso mi hanno fatto pensare che l'autore un qualche conoscenza delle arti marziali del suo tempo doveva ben averla.

Mi spiego meglio.

Prendiamo a paragone una scena tratta da un altro testo dei "magnifici 4", il "Viaggio in Occidente".

"With no more ado the
demon lifted his sword and struck at Monkey's head, while Monkey raised his iron cudgel to meet him. It was
a fine battle they fought outside the gates. Indeed!

The Gold−Banded Cudgel and the Seven−star Sword,
Flashing like lightning as they meet.
The chill wind from them makes one cold,
While mighty banks of cloud blot out the ridges.
One, moved by brotherly love,
Would do no act of kindness;
The other, out to save the pilgrim,
Showed no touch of mercy.
The two sides seethed with equal hatred,
Each of them sharing the same loathing.
They fought so hard that
Heaven and earth were thrown into darkness,
Gods and demons were terrified,
The sun went pale in the dense smoke,
Dragons and tigers trembled.
One gnashed his teeth, as if filing nails of jade;
The other's glaring eyes burned with golden fire.
Moving to and fro they showed off their valour,
In an endless play of sword and cudgel.
"


Ah si, scusate se è in inglese, ma mi sono accorto che la traduzione italiana di Serafino Balduzzi non è più reperibile in rete (aggratise).

In ogni caso, questa scena è emblematica dell'approccio alle scene di azione di "Viaggio in Occidente": tanto fumo e poco arrosto, o meglio, tante belle parole e versi, ma pochissimi dettagli specifici su come si muovono i personaggi e quali sono le loro azioni.

Vedremo bene come, invece, ne "I fuorilegge della palude", l'aria che tira in proposito è ben altra.[3]

IL TESTO IN BREVE:
E' bene precisare che le vicende narrate ne "Il margine dell'acqua / I fuorilegge della palude" NON hanno come protagonista un individuo ma un gruppo assai eterogeneo di ben 108 personaggi.
Nel capitolo 1, infatti, si legge di come un arrogante e poco accorto funzionario imperiale - tale Hong, in visita presso un rinomato tempio buddhista, forzi il suo ingresso in una sala proibita e rompa un antico sigillo[4], liberando nel mondo 72 spiriti della terra e 32 spiriti del cielo, ognuno dei quali si incarnerà in uno dei 108 personaggi del libro.
Nel capitolo 2, invece, viene introdotto il personaggio di Gao Qiu, raccomandato di merda che, assieme ai suoi figli, sarà fonte di grane per diversi personaggi del racconto ed è in pratica un personaggio "cattivo" ricorrente.

NOTA: se trovate qualche errore di ortografia che mi è sfuggito, mandatemi pure un messaggio privato.
 1. https://en.wikipedia.org/wiki/Water_Margin
 2. https://en.wikipedia.org/wiki/Four_Great_Classical_Novels
 3. La traduzione di cui mi servirò è quella inglese dal cinese di Sidney Shapiro, "Outlaws of the Marsh", Foreign Language Press
 4. Su cui ironicamente è scritto "Aprire quando viene Hong."
« Ultima modifica: Settembre 19, 2016, 00:15:47 am da Kilik »

Offline Kilik

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PUNTATA 1 - Wang Jin VS Shi Jin

Eccoci la prima scena di combattimento del libro, che si trova al capitolo 2; l'istruttore di armi Wang Jin, in fuga con la madre dalle persecuzioni del crudele (e rosicone[1]) Maresciallo Gao, ha trovato ospitalità temporanea presso un vecchio gentiluomo di campagna, il cui figlio ha la fissa delle arti marziali, che però conosce in maniera superficiale. Wang si propone di dare lezioni al figlio del vecchio gentiluomo per sdebitarsi della sua grande ospitalità, ma quest'ultimo - Shi Jin, detto Nove Dragoni per via dei tatuaggi che ha sul corpo - non intende accettarlo come maestro senza prima avere dimostrazione tangibile delle sue capacità.

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In piedi al centro della radura, il ragazzo faceva roteare il bastone sopra la testa come un mulino.
"Avanti, dunque." esclamò. "Vieni qua, se hai fegato!"
Wang Jin sorrise, ma non si mosse.
"Dal momento che sei disposto ad insegnare al ragazzo, o ospite," disse il signore "perché non duellare con lui?"
"Ho paura che finirò col ferire il giovane padrone." disse ridendo Wang Jin "Non sarebbe bello."
"E' tutto a posto. Se gli rompi una mano o un piede, se lo sarà meritato."
"Allora, mi perdoni." Wang Jin scelse un bastone[2] da una rastrelliera di armi, si diresse alla radura e si mise in posizione.
Il giovane lo osservò, poi alzò il suo bastone e attaccò. Wang Jin si ritrasse rapidamente, trascinando la sua arma. Il ragazzo agitò il suo bastone e lo inseguì. All'improvviso Wang Jin si girò e sollevò la sua arma come per colpire con un fendente verso il basso. Il suo avversario alzo il suo bastone per parare. Ma Wang Jin rapidamente ritrasse l'arma e la spinse di punta contro il petto del suo avversario. Il ragazzo cadde lungo disteso per terra, mentre il suo bastone volava via di lato.
Wang Jin gettò via la sua arma e corse ad aiutare il giovane. "Mi dispiace terribilmente." disse.
Il ragazzo si mise lentamente in piedi. Andò a prendere uno sgabello, ci fece sedere sopra Wang Jin e si inchinò rispettosamente. "Ho studiato con molti istruttori," disse "ma mi hanno insegnato praticamente niente. Maestro, tutto ciò che posso fare è implorare la tua guida."
[/font][/size]

------------------------------------------
 
Una prima scena non memorabile, ma nemmeno da buttare via. Il meglio arriverà più avanti, abbiate pazienza.

Da notare come Wang Jin utilizzi un tattica collaudatissima quale fingere debolezza ritirandosi davanti all'aggressione dell'avversario, per poi prenderlo in castagna cou un rapido cotrattacco al momento opportuno.

Per me, poi, 'mittico' il vecchio padre di Shi Jin che tranquillizza Wang sul fatto che non è un problema rompere una mano o un piede al figlio[3].

Genitori lassisti e iperprotettivi di oggi, leggete e imparate!
 1. Ce l'ha con Wang perché sua padre, molti anni prima, lo aveva mazziato di botte in un match coi bastoni.
 2. Nella traduzione inglese "staff"; si deve intendere quindi un bastone lungo tipo il bo nipponico o il quarterstaff britannico.
 3. Centrerà qualcosa con il fatto che, poco dopo, il vecchio gentiluomo di campagna racconta di come sua moglie era morta di crepacuore per la vita sregolata/tutta-arti-marziali/niente-lavoro del figlio?
« Ultima modifica: Settembre 19, 2016, 00:06:15 am da Kilik »

Offline Rev. Madhatter

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Complimenti per il progetto, e grazie per condividerlo con noi, lo leggerò con molto piacere!

Io un paio di volte sono stato tentato di iniziare con "Sogno di un camera rossa" ma dopo i primi contatti con il pensiero cinese mi son reso conto che "ne devo mangiare di zuppa" prima di leggere qualcosa capendo un minimo...quindi approfitterei anche in ambito letterario chiedendo una opinione sulla leggibilità di questi testi.  :)


Peccato che la stupidità non sia dolorosa.
(A. S. LaVey )

il test d'ingresso funziona così
"ISCRIVITI GRATIS
va bene
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ma avevate detto gratis
SONO PER LE SPESE DI SEGRETERIA ..."

se ti lamenti, non sei adatto ad essere munto, altrimenti cerimonia del the in arrivo e tutti col collo gonfio ad accoglierti

Offline Kilik

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PUNTATA 2 - Shi Jin VS Chen Da

Questa scena non ero sicuro di volerla includere nel topic. E' veramente breve e non particolarmente degna di nota.
MA siccome mi sono impegnato a postare "TUTTI" i combattimenti del libro, eccovela.

ANTEFATTO: Il giovane Shi Jin ha terminato il suo apprendistato marziale sotto la guida dell'istruttore d'armi Wang Jin, che è partito con la madre alla volta della guarnigione di frontiera di un suo vecchio amico, il generale Zhong. Rimasto solo dopo la morte dell'anziano padre, organizza il villaggio Shi contro l'imminente attacco di una banda di fuorilegge che si è stabilita sul vicino monte Shaohua. Di li a poco, infatti, il villaggio Shi viene attaccato da uno dei tre capi dei fuorilegge - Chen Da - che vuole garantirsi un passaggio libero per le scorribande verso la ricca provincia di Huayin.
Ne segue uno scontro tra Shi Jin e gli abitanti del villaggio contro i 150 banditi guidati da Chen Da, in cui i due leader si fronteggiano a cavallo.


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Shi Jin, anche lui infuriato, brandì la spada, spronò il cavallo e caricò. Chen Da colpì il suo destriero e galoppò in avanti col la lancia spianata. I due uomini si scontrarono e combatterono. Dopo diverse riprese, Shi Jin fece un finta, fingendo di lasciare esposto il petto, e Chen Da affondò. Il giovane signore schivo la lancia sfrecciante. I loro corpi vennero a contatto. Shi Jin getto agilmente un braccio attorno alla vita di Chen Da, lo afferrò per la cintura intrecciata e, con una rapida torsione, lo sbalzò dalla sella ornata e lo scagliò a terra. Il cavallo del capo dei banditi corse via come il vento. Shi Jin gridò ai suoi uomini di legare Chen Da. Il resto dei banditi furono scacciati.
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Non c'è molto da aggiungere o commentare qui, a parte il fatto che, giustamente, siccome Shi Jin maneggia un'arma considerevolmente più corta di quella dell'aversario, e' costretto ad agire di "seconda intenzione" e cercare di accorciare il più possibile la distanza. Come infatti fa.
« Ultima modifica: Settembre 19, 2016, 00:05:31 am da Kilik »

Offline Kilik

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PUNTATA 3 - Lu Da: un Garrone alla cinese

I brani oggetto di questo post non riguardano uno combattimento od un duello, ma raccontano delle 'gesta manesche' di Lu Da, Maggiore presso la guarnigione militare di Weizhou.

"Aveva grosse orecchie, il naso dritto e una bocca larga.
Una barba completa gli incorniciava il viso.
Era alto sei piedi e aveva un girovita di dieci spanne."


Ma, un momento... come è che l'azione si è spostata a Weizhou?

ANTEFATTO: Avete presente il giovane Shi Jin, che nella puntata precedente abbiamo visto mandare col culo per terra uno dei tre capibanda dei fuorilegge di Shaohua? Bene, i due capibanda rimasti decidono di rischiare il tutto per tutto e vanno in visita di cortesia da Shi Jin, chiedendogli di condividere la sorte del compagno prigioniero. Davanti ad un gesto simile, Shi Jin, che è estremamente ligio al 'codice cavalleresco' dell'epoca, non se la sente di approfittare della situazione, perché "Una tigre non balza su una preda supina". Finisce così che lui e i banditi della montagna diventano amiconi, e per un po' tutto fila liscio, tra mangiate e bevute e scambi periodici di doni; fino a che, a causa della negligenza di un servitore, la comunella viene denunciata alle autorità.
Shi Jin si vede costretto a lasciare il suo maniero e tutti i suoi possedimenti, e decide di andare a raggiungere il suo amato maestro Wang Jin alla guarnigione di frontiera.
Fermatosi a Weizhou, si imbatte nel Maggiore Da Lu, a cui chiede informazioni. Da qui iniziano le vicende di Da Lu, che in una locanda si imbatte in un padre ed una figlia taglieggiati in modo vile dal macellaro locale, tale Zheng. Il nostro buon Garrone Maggiore Lu, massiccio e rude militare fuori, ma cuore d'oro dentro, non può restare indifferente dinanzi a una tale ingiustizia, e così decide di assicurarsi personalmente che Zheng e i suoi tirapiedi la smettano di rompere le scatole alla povera famiglia.

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Innanzitutto Lu Da si occupa di far lasciare la città ai due poveretti, che sono trattenuti a forza da un locandiere e i suoi assistenti, in combutta col macellaro, il quale ha imposto ai due di restituirgli una ingente somma - in realtà mai versata - per il concubinaggio con la ragazza.

"Restituirò il denaro del macellaio di persona. Lascia andare il vecchio".
L'assistente rifiutò. Lu Da gli diede una sberla sulla faccia con un tale forza che del sangue gli schizzò bocca. Il pugno che seguì gli fece saltare due denti davanti. Strisciando carponi, l'assistente scappò dentro alla locanda e si nascose.
Naturalmente il locandiere non osò intervenire.


Dopodiché, si reca al negozio di Zheng il macellaro, dove costringe il suddetto a soddisfare una serie di ordinazioni di stranezza crescente: prima 6 chili di carne  trita magra, poi 6 chili di carne trita grassa ed infine 6 chili di... gelatina?

Zheng rise nervosamente. "Mi sta prendendo in giro?"
Lu Da saltò in piedi, con in ciascuna mano un involto di carne tritata, e disse con tono arrabbiato al macellaio: "E' esattamente ciò che sto facendo - prenderti in giro." E lanciò il contenuto dei due involti in faccia a Zheng.
La doccia di carne fece andare su tutte le furie il macellaio. [...] Afferrò un coltellino da cucina dal ceppo dei coltelli e saltò giù dai gradini del negozio. Lu Da lo stava aspettando al centro della strada.
[...]
Con il coltello nella mano destra, Zheng cercò di afferrare Lu Da con la sinistra. Lu Da afferrò la mano protesa, si avvicinò e mandò il macellaio a terra con un rapido calcio all'inguine. Un altro passo in avanti e mise il piede sul torace di Zheng.
[...]
Assestò un pugno sul naso di Zheng che lo appiattì da un lato e fece scorrere sangue come le salse di un negozio di spezie - salato, amaro e piccante. Il coltello gli cadde di mano. "Un buon colpo.", gridò.
"Ladro figlio di puttana![1]", disse il maggiore, "Come osi rispondere?" Colpì con un pugno il sopracciglio del macellaio, spaccandogli la palpebra in modo tale che la palla dell'occhio sporgeva in fuori. Sangue rosso, nero e viola scorreva come i campioni di tessuto nel negozio di un commerciante di tessuti.
[...]
Sconfitto, Zheng implorava di essere risparmiato.
"Miserabile canaglia!", esclamò il maggiore con disprezzo "Se avessi mostrato del coraggio, magari avrei potuto lasciarti andare. Ma siccome sei così codardo, non lo farò." Colpì con forza il macellaio sulla tempia. La testa di Zheng risuonò come il clangore di gong, campane e cimbali in un servizio commemorativo. Il macellaio giaceva disteso a terra. Il respiro gli usciva dalla bocca, ma non vi entrava. Non si mosse [più].
[/size][/font]


---------------------------------------------

Il buon (?) Lu Da ha combinato un pasticcio: invece di dare una bella ripassata al viscido macellaro, lo ha proprio fatto fuori!
Per scampare alla cattura da parte delle autorità, il giorno stesso scappa da Weizhou.

Per farla breve: finirà per diventare, tramite una raccomandazione*, monaco buddhista presso il monte Wutai... dove combinerà un casino dietro l'altro, a causa dell'insofferenza per le restrizioni della disciplina buddhista.

Ora ci tocca saltare qualche capitolo in cui non c'è alcuna descrizione di combattimenti degna di nota - solo roba del tipo "Tizio e caio si scontratrono per N volte, dopodiché..."


* Proprio come da noi!
 1. Nella trad. inglese, il termine usato è "Mother-raping thief", e non ha equivalenti in italiano. L'ho sostituito con la cosa più prossima che ho trovato.
« Ultima modifica: Settembre 19, 2016, 00:04:54 am da Kilik »

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PUNTATA 4 - Lin Chong VS Hong

Niente da fà, siamo ancora agli antipasti. Vedrò di farla breve.

ANTEFATTO:
Il probo istruttore di armi Lin Chong, incontrato dal "monaco" Lu Da durante la sua permanenza presso il monastero di Xiangguo, è nei guai: uno dei figli del suo superiore, il Maresciallo Gao Qiu, si è invaghito di sua moglie e Gao[1] - invece di riportare alla ragione il figlio a suon di sberle - non si è fatto problemi a complottare per rovinare Lin Chong, che finisce marchiato[2]e condannato all'esilio come ladro a Changzhou.
Sulla strada per Changzhou, scortato da due guardie[3], Lin ha la fortuna di imbattersi in Chai Jin, detto la piccola tromba d'aria, e il suo seguito. Si tratta di un discendente di un ramo della famiglia imperiale a cui piace ospitare e circondarsi di tutti gli uomini valenti che passano dalle sue parti; avendo sentito della reputazione di Lin come esperto nell'uso dei bastoni e della lancia, è ben felice di accoglierlo nel suo maniero con tutti gli onori del caso.
Ma questo scatena la gelosia di un altro ospite di Chai Jin, un certo maestro d'armi chiamato Hong, che lo sfida a provare di essere un vero esperto di armi. Ne segue un duello coi bastoni.

Dopo i primi quattro assalti c'è un'interruzione, e Lin Chong chiede il permesso di rimuovere il pesante ceppo di legno che sta ancora portando al collo (è un prigioniero), oppure dichiararsi sconfitto. Lord Chai intercede per lui presso le due guardie, e, sganciata una decina di once d'argento (ettepareva...), il collare di legno è tolto.


---------------------------------

"Ora i due maestri posso continuare il loro incontro." disse allegramente Chai Jin.
Siccome la tattica di Lin Chong era stata improntata alla cautela, Hong lo considerava con disprezzo.
Alzando il bastone, si preparò a riprendere il combattimento.

[...]

Vigorosamente, assunse una postura di combattimento, poi eseguì un movimento di apertura detto 'alzare la torcia per bruciare i cieli'.
"Sua Signoria vuole che lo sconfigga." pensò Lin Chong.
Dapprima tenne il bastone orizzontale, poi eseguì un movimento chiamato 'separare l'erba per trovare il serpente'.
"Avanti, avanti!" gridò Hong.
Vibrò un colpo verso il basso, e Lin schivò arretrando. Hong avanzò di un altro passo. Alzato il bastone, tirò un altro fendente verso il basso.
Lin Chong vide che era sbilanciato e colpì col suo bastone spazzando verso l'alto dal suolo. Hong non ebbe tempo di recuperare. Cercò di togliersi di mezzo con una torsione, ma il bastone di Lin lo colpì duramente sulle tibie. Hong mollò il bastone e cadde pesantemente al suolo.
Deliziato, Chai Jin chiese del vino e consegnò a Lin un calice di congratulazioni. Tutti gli spettatori risero. Hong lottò per rimettersi in piedi, ma senza riuscirci. Servitori ghignanti lo aiutarono a tirarsi su. Hong, dalla vergogna, se ne andò zoppicando e lasciò il maniero.

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Non c'è molto da aggiungere, se non che, e non è un segreto, gli stinchi sono un bersaglio più che verosimile con armi lunghe come i bastoni.
E come i praticanti di Nova Scrimia ci hanno mostrato bene in anni passati, le botte di bastone sulle ossa lunghe - o, peggio, le articolazioni - fanno un male della madonna. Molto peggio di quelle sui muscoli.
La cosa che ho personalmente apprezzato di più del brano è proprio il realismo con cui vengono descritti i postumi della botta sullo sfortunato Hong.
 1. Che è un po' il villain del libro, non dimentichiamolo.
 2. Gli viene tatuato su una guancia un simbolo che lo identifica come malfattore, ironicamente chiamato "golden print / timbro d'oro".
 3. Che, per inciso, stavano per ammazzarlo in una foresta lungo il percorso, su ordine segreto di Gao Qiu. Lin viene salvato dall'ormai fraterno amico Lu Da, che lo scorta fin nei pressi della sua destinazione, insultando in continuazione le due guardie e minacciandole di farli a pezzi se avessero tentato ancora di nuocere a Lin.
« Ultima modifica: Settembre 19, 2016, 00:01:58 am da Kilik »

Offline Kilik

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Intermezzo - La vendetta di Lin Chong

ANTEFATTO:
Lo sfortunato Lin Chong è infine giunto alla guarnigione di Changzhou, dove dovrà scontare il suo esilio.
Scampato a nuove percosse e maltrattamenti grazie alle solite "bustarelle" opportunamente distribuite ai suoi carcerieri, riesce a condurre una vita si grama, ma in regime di semilibertà.
Passano alcuni mesi, e con l'inverno ormai iniziato, Lin viene spedito in qualità di guardiano presso un deposito militare di vettovaglie a 15 miglia di distanza. Quello che non può sapere, è che dietro questo incarico c'è lo zampino del solito Gao Qiu, che ha mandato due suoi scherani a sotterrare Lin una volta per tutte, con la complicità di alcuni individui presso la guarnigione locale.
Arrivato al vecchio e desolato deposito, Lin ha un colpo di fortuna: una abbondante nevicata fa crollare il tetto della piccola baracca dentro al deposito che gli funge da alloggio e, rifugiatosi in un tempio di legno li vicino, scampa alla furia devastatrice di un incendio appiccato dai tirapiedi di Gao Qiu, che sono ormai convinti di essersi liberati dell'istruttore d'armi una volta per tutte. Senza saperlo, si stanno godendo lo spettacolo dell'incendio proprio a pochi metri dal tempio in cui Lin ha temporaneamente trovato rifugio dagli elementi.


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Lin Chong li riconobbe dalle loro voci. Uno era il guardiano capo, un altro era il capitano Lu Qian[1], il terzo era Fu An.
"Il Cielo ha avuto pietà di me" pensò Lin. "Se il tetto di paglia di quella baracca non fosse crollato, sarei morto arrostito per mano di quei malvagi."
Delicatamente, rimosse la grossa pietra[2] dalla porta. Stringendo la sua lancia, Lin Chong spalancò la porta.
"Dove pensate di andare, canaglie!" ruggì.
I tre, che avevano iniziato ad allontanarsi, rimasero di sasso, troppo scioccati per muoversi.
Lin sollevò il braccio e con un colpo di lancia mandò a terra il guardiano capo.
"Risparmiami!" gridò il capitano Lu, annichilito dal terrore.
Fu An aveva corso per solo pochi metri prima che Lin Chong lo raggiungesse. Con un affondo, Lin immerse la lancia nella sua schiena, e cadde anche lui.
Lin si voltò. Vide il capitano Lu che iniziava a fuggire. Prima che potesse compiere tre passi, Lin Chong gridò "Fermati, traditore di un ladro!". Afferrò Lu per la tunica e lo getto di schiena sulla neve.
Lin piantò la lancia nel suolo, mise un piede sul petto di Lu, sfilò il suo pugnale e lo puntò contro la faccia del capitano.
"Lurido disgraziato," disse a denti stretti "non ti ho mai fatto un torto. Come puoi avermi offeso in questa maniera? Davvero: 'L'omicidio può essere perdonato, ma mai l'inganno!' "
"Non è stata una mia idea", implorò Lu "il maresciallo mi ha ordinato di farlo! Non ho osato rifiutare!"
"Viscida canaglia", urlò Lin, "eravamo amici fin dall'infanzia, eppure oggi sei venuto per distruggermi! Come puoi scusarti? Assaggia questo coltello!"
Squarciò le vesti di Lu, gli piantò il coltello nel cuore e torse la lama. Il sangue schizzava dappertutto. Lin gli strappò via il cuore e il fegato.
Vide che il guardiano capo lottava per mettersi in piedi e scappare. Lin gli fu addosso in un lampo. "Ora so che razza di maledetto furfante sei", gridò. "Prendi questo!" Tagliò via la testa del guardiano e la legò all'estremità della sua lancia. Poi tornò da Fu An e Lu Qian, e tagliò la testa anche a loro. Ripose il suo coltello, legò le tre teste assieme con i capelli e le trasportò nel tempio, dove le piazzò sull'altare dinanzi all'idolo dello spirito di montagna.


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Scena di nessun interesse marziale, ma che valeva la pena riportare, sia per l'alto contenuto di viulenza, sia per chiudere degnamente con il personaggio di Lin Chong. Alcune pagine più avanti, infatti, vedremo Lin Chong raggiungere la famosa palude di Liangshan - luogo importante nelle vicende del racconto - e unirsi alla banda di fuorilegge che ivi dimora.
Subito dopo, il centro dell'attenzione si sposterà su un nuovo personaggio, Yang Zhi, che sarà protagonista del prossimo post.
 1. Qui è doverosa una precisazione: Lin è particolarmente furioso con Lu Qian perchè 1) Ha aiutato Gao Qiu a mandarlo in disgrazia e 2) Lin e Lu erano fino ad allora amici di infanzia.
 2. Che aveva precedentemente piazzato per bloccare l'ingresso.
« Ultima modifica: Settembre 19, 2016, 00:01:14 am da Kilik »

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PUNTATA 5 - Yang Zhi VS Zhou Jin

ANTEFATTO: Yang Zhi è un è militare caduto in disgrazia che, trovandosi a passare nei pressi della palude di Liangshan, finisce per imbattersi in Lin Chong ed i fuorilegge a cui si è aggregato. Si sta recando alla Capitale Orientale dell'impero per cercare un nuovo impiego, avendo appreso di essere stato graziato. I banditi cercano convincerlo ad unirsi alla loro compagine, ma Yang è irremovibile nel suo intento.
Raggiunta la Capitale Orientale, riesce infine ad ottenere udienza presso il Concilio degli Affari Militari... dopo avere distribuito soldi a destra e a manca,  ovviamente! Peccato che l'ufficiale che lo riceve in udienza sia il Maresciallo Gao in persona.
E  secondo voi, accetta di reintegrare Yang nei ranghi dell'esercito? Col caxx0! ^_____^
L'abbattuto Yang, con le pive nel sacco ed ormai a corto di soldi, decide di provare a vendere la sua spada - un antico cimelio di famiglia - per le strade della capitale, ma la sfortuna lo perseguita: finisce per uccidere, per autodifesa, un grosso e violento sbandato del posto chiamato Niu Er, il quale voleva impossessarsi della spada. Costituitosi alle autorità, viene rinchiuso in cella. Scontati 60 giorni di carcere e 20 frustate, gli viene tatuato il "timbro d'oro" che lo marchia come criminale e viene mandato in esilio alla guarnigione di Daming, vicino alla Capitale Settentrionale[1].
Giunto a Daming, Yang suscita l'interesse del potente governatore locale, tale Liang Zhongshu, il quale è impressionato dalle qualità di Yang e gli dice di volerlo assumere con il grado di tenente ed un salario fisso. Ma ad una condizione: dare prova della propria bravura nel combattimento armato.
Il giorno seguente, al campo militare, viene organizzato uno scontro a cavallo tra Yang ed un tenente chiamato Zhou Jin.


-----------------------------------

Lo scontro tra i due sta per iniziare, ma interviene il generale Wen Da, che obietta:

"... la punta della lancia è spietata, intesa solo per distruggere ladri e briganti. Questi sono uomini del nostro esercito, e potrebbero ferirsi. Una ferita leggera può storpiare, una pesante uccidere. Avrebbe un cattivo effetto sulle nostre forze. Propongo che le punte delle lance siano rimosse e le estremità avvolte nel feltro ed intinte nella calce. Facciamo indossare ai cavalieri tuniche nere durante il combattimento. L'uomo con più macchie bianche perde."

Il governatore accetta di buon grado il suggerimento, e le misure di sicurezza vengono rapidamente approntate.
Lo scontro ha inizio.

Lancia eretta, Zhou Jin spronò il suo cavallo e avanzò al piccolo galoppo verso Yang Zhi. L'ex aiutante militare diede una pacca alla sua cavalcatura e avanzò per dare battaglia, roteando la sua arma. Avanti e indietro si scontrarono, avanti e indietro, ruotando, muovendosi in cerchio, uomo contro uomo, cavallo contro cavallo[2]. Combatterono quaranta o cinquanta riprese. Zhou Jin era pieno di macchie bianche, come fosse stato schizzato col tofu[3] in quasi cinquanta punti. Yang aveva una sola macchia bianca, sulla sua scapola sinistra.
Liang ne fu deliziato.
Gridò a Zhou Jin di avvicinarsi al padiglione. "Il mio predecessore ti ha fatto tenente." disse, "Ma dopo aver visto come combatto, non ti reputo adatto a condurre le truppe in battaglie - e come tenente, oltretutto! Che Yang Zhi prenda il posto di quest'uomo!"
Il generale Li Cheng fece il suo ingresso nel padiglione. "Zhou Jin non è molto bravo con le lance," ammise, "ma è un buon arciere a cavallo. Non sarebbe giusto degradarlo. Intaccherebbe solo il morale [dei soldati N.d.T.]. Perché non far si che lui e Yang Zhi combattano con arco e frecce?"
Il governatore annuì. "Ben detto." E diede l'ordine.
Zhou e Yang conficcarono le lance nel terreno e furono provvisti di arco e frecce. Yang estrasse il suo arco dal fodero, lo incordò, saltò sul suo cavallo, trottò fino al padiglione, e tirò le redini. Si alzò sulle staffe e su inchinò.
"Eccellenza, una freccia in volo non conosce pietà. Può causare una grave ferita. Per favore, date le vostre istruzioni."
"Quando dei guerrieri si battono, chi pensa alle ferite? Anche se il risultato fosse la morte, non ci saranno conseguenze."
Yang ritornò al campo di battaglia. Su disposizioni di Li Cheng, entrambi gli avversari furono provvisti di uno scudo, che venne assicurato al braccio.
"Per prima cosa, scaglia tu tre frecce contro di me." propose Yang, "Poi ne scaglierò io tre contro di te."
Zhou Jin non desiderava altro che bucarlo con una freccia. Ma Yang, un esperto ufficiale dell'esercito, era sicuro di riuscire a neutralizzare le sue mosse, e non era agitato.
Una bandiera blu sventolò sulla piattaforma dei generali. Yang percosse il suo cavallo e galoppò verso sud. Zhou gli corse dietro. Legò le redini al pomello, afferrò l'arco con la mano sinistra e incoccò un freccia con la destra. Zhou tese l'arco la massimo e puntò alla schiena di Yang.
Nell'istante in cui udì il suono vibrante [dell'arco N.d.T], Yang si piegò ben sopra le staffe[4], e la freccia lo sorpassò senza danno. Agitato, Zhou estrasse in fretta una seconda freccia dalla faretra, la incoccò, mirò, e la spedì in volo verso la schiena dell'avversario. Questa volta Yang non si piegò, ma si limitò dare un colpetto alla freccia saettante con l'estremità del suo arco e la fece cadere con clangore[5] sul terreno erboso.
Zhou era molto agitato. A qul punto Yang aveva raggiunto l'estremità del campo. Fece fare un mezzo giro al suo destriero e tornò a galoppare in direzione del padiglione. Zhou frenò rapidamente il suo cavallo, si girò e lo inseguì. Otto zoccoli in corsa, con un fragore simile a piatti e gong , percuotevano il manto verde con la furia di un tifone. Zhou dispose una terza freccia sulla corda dell'arco. Con tutte le sue forze tese l'arma al massimo, gli occhi che ardevano di rabbia verso il centro della schiena di Yang, e nuovamente scagliò [la freccia N.d.T].
Yang si girò al sentire il suono ed agguantò la freccia al volo. Poi trottò fino al padiglione e gettò la freccia di Zhou al suolo.
Il Governatore Liang era come ipnotizzato. Ordinò a Yang di lanciare tre frecce contro Zhou. Di nuovo sventolò la bandiera blu.



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>>> POST IN PROGRESS  <<<
 1. E la famosa spada che era all'origine del guaio? Sequestrata.
 2. No, non sono io che ho tradotto male, questa frase è proprio scritta così.
 3. Il termine nell'originale inglese è "bean-curd", equivalente al giapponese "tofu".
 4. Sic
 5. Aò, ce sta scritto così: "clattering". Io mi limito a tradurre.
« Ultima modifica: Settembre 28, 2016, 18:25:12 pm da Kilik »

Offline Takuanzen

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0
Interessante iniziativa. Non ho letto molto di letteratura cinese e non conoscevo i libri citati.
Apprezzo quindi molto la tua condivisione di letture e il tuo impegno nel promulgarle.
Per seguire.  :)

Offline Takuanzen

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Esiste qualche pubblicazione/traduzione in italiano? Oppure qualche studio critico? :halo:

Offline Ale_ale

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Re:TUTTI (?) i combattimenti di "I fuorilegge della palude" - letteratura cinese
« Risposta #10 il: Agosto 29, 2016, 15:11:57 pm »
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Esiste qualche pubblicazione/traduzione in italiano? Oppure qualche studio critico? :halo:
PM.... sperando che è quello che vuoi   :)

Offline Kilik

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Re:TUTTI (?) i combattimenti di "I fuorilegge della palude" - letteratura cinese
« Risposta #11 il: Settembre 18, 2016, 23:18:43 pm »
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PUNTATA 6 - Yang Zhi VS Suo Chao

>>> COMING SOON (forse) <<<
« Ultima modifica: Settembre 18, 2016, 23:24:24 pm da Kilik »