Effettua l'accesso o una nuova registrazione.

Inserisci il nome utente, la password e la durata della sessione.

Autore Topic: Domande sul wing chun che mi sono sempre posto  (Letto 3056 volte)

raptus

  • Visitatore
Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« il: Novembre 27, 2016, 17:32:46 pm »
-1
Ciao a tutti,
ormai tanti sanno che questa è una delle arti marziali più immediate e forse più efficaci (nella realtà) che si possono trovare da noi.
volevo esprimere un parere sugli aspetti che lo rendono ostico per i principianti e farvi delle domande che mi sono sempre posto.
1) Ogni volta che per gioco praticavo un paio di cavolate (pak sao etc) con degli amici, mi trovavo sempre in difficoltà quando l'avversario era più "tappato" di me, cioè robusto e (solo per questo) ben fissato a terra, in questo caso come ci si libera ad es da una serie di pugni a catena? Secondo me sarebbe una delle prime cose da insegnare, invece lo imparavi dopo un bel po' soprattutto quando ti si abituano i riflessi nel vedere i pugni senza "prendere paura".. il che è come dire "imparare a cadere cadendo dal 4 piano", perchè non insegnare subito come cavarsela in situazioni squilibrate?
2) Perchè nelle arti marziali giapponesi ho sempre visto stage e comunque "legami" con il giappone mentre non mi è mai capitato di vedere maestri cinesi (e siamo pieni di cinesi) e soprattutto stage di maestri cinesi in trasferta? O almeno del 90% delle palestre di wing chun che ho visto.

Grazie e non ve la prendete se le considerate cavolate... son pareri...
« Ultima modifica: Novembre 27, 2016, 17:34:37 pm da raptus »

Offline Kufù

  • Eroe
  • *****
  • Post: 6.033
  • Non prendetemi sul serio
  • K.Ar.Ma.: +983
  • Pratico: rievocazione storica, soprattutto Taiji
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #1 il: Novembre 28, 2016, 09:17:16 am »
0
Ciao a tutti,
ormai tanti sanno che questa è una delle arti marziali più immediate e forse più efficaci (nella realtà) che si possono trovare da noi.

anche i praticanti di altre arti marziali dicono che il wingchun e' piu' efficace? ma praticano altro siccome il corso di wingchun e' piu' lontano, per pigrizia?

volevo esprimere un parere sugli aspetti che lo rendono ostico per i principianti e farvi delle domande che mi sono sempre posto.

ci sono discipline piu' ostiche

1) Ogni volta che per gioco praticavo un paio di cavolate (pak sao etc) con degli amici, mi trovavo sempre in difficoltà quando l'avversario era più "tappato" di me, cioè robusto e (solo per questo) ben fissato a terra, in questo caso come ci si libera ad es da una serie di pugni a catena? Secondo me sarebbe una delle prime cose da insegnare, invece lo imparavi dopo un bel po' soprattutto quando ti si abituano i riflessi nel vedere i pugni senza "prendere paura".. il che è come dire "imparare a cadere cadendo dal 4 piano", perchè non insegnare subito come cavarsela in situazioni squilibrate?

sono sistemi che insegnano con riluttanza poiche' si discostano alquanto dai principi base del wingchun

2) Perchè nelle arti marziali giapponesi ho sempre visto stage e comunque "legami" con il giappone mentre non mi è mai capitato di vedere maestri cinesi (e siamo pieni di cinesi) e soprattutto stage di maestri cinesi in trasferta? O almeno del 90% delle palestre di wing chun che ho visto.

e' questione di numeri, c'e' una percentuale maggiore di praticanti sulla popolazione in europa piuttosto che in cina

Grazie e non ve la prendete se le considerate cavolate... son pareri...

per carita'
« Ultima modifica: Novembre 28, 2016, 09:24:05 am da Kufù »
Giovane furbino io rispondo agli uomini di paglia con gli uomini di paglia, per il sano principio di non sprecare energie inutili. Nel senso che la puzza di sviamento la sento a km, specie perche' ci conosciamo da un sacco e non spreco energie quando fai le nubi d'inchiostro.

raptus

  • Visitatore
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #2 il: Novembre 28, 2016, 10:05:22 am »
0
Premessa: ognuno parla secondo le sue esperienze, le mie le ho elencate nella sezione apposita.
La sua diffusione è palese in Italia, l'ho praticato quando avevo 15 anni, adesso pratico altro ma lo considero comunque efficace e ottimo per molti punti di vista.
Pratico altro perchè ognuno ha i suoi obiettivi nella vita e preferenze. In quegli stessi anni ho scoperto le arti marziali giapponesi con le quali vado più in sintonia quindi non è pigrizia è che viviamo una volta sola e purtroppo ci tocca anche lavorare.
Si, ci sono discipline più ostiche ma che centra?
Non capisco questa frase: "sono sistemi che insegnano con riluttanza poiche' si discostano alquanto dai principi base del wingchun", lo trovo strano perchè sono passato per due palestre negli anni in cui lo praticavo e ogni volta che si faceva sparring si arrivava sempre a questo, sarà che alla "gente" piace mostrarsi.
Relativamente al fatto che non ci sono maestri "cinesi" quindi è perchè in Cina non è così diffuso in rapporto a quanto è diffuso qui?
Mi sembrava strano, è un peccato che non ci puntino più di tanto essendo così "tanti", preferirei di gran lunga vedere palestre di wing chun "tradizionali" rispetto a wok sushi taroccati :)

Offline xjej

  • Eroe
  • *****
  • Post: 4.059
  • K.Ar.Ma.: +2424
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #3 il: Novembre 28, 2016, 13:08:55 pm »
0
Ciao a tutti,
Heilà.
ormai tanti sanno che questa è una delle arti marziali più immediate e forse più efficaci (nella realtà) che si possono trovare da noi.
Immediata ed efficace?
Il termine di paragone è la difesa personale per dinosauri contro asteroidi?


volevo esprimere un parere sugli aspetti che lo rendono ostico per i principianti e farvi delle domande che mi sono sempre posto.
1) Ogni volta che per gioco praticavo un paio di cavolate (pak sao etc) con degli amici, mi trovavo sempre in difficoltà quando l'avversario era più "tappato" di me, cioè robusto e (solo per questo) ben fissato a terra, in questo caso come ci si libera ad es da una serie di pugni a catena? Secondo me sarebbe una delle prime cose da insegnare, invece lo imparavi dopo un bel po' soprattutto quando ti si abituano i riflessi nel vedere i pugni senza "prendere paura".. il che è come dire "imparare a cadere cadendo dal 4 piano", perchè non insegnare subito come cavarsela in situazioni squilibrate?
Temo che prima di discutere di forme di didattica sia da rivedere la materia trattata in parecchi suoi aspetti..

2) Perchè nelle arti marziali giapponesi ho sempre visto stage e comunque "legami" con il giappone mentre non mi è mai capitato di vedere maestri cinesi (e siamo pieni di cinesi) e soprattutto stage di maestri cinesi in trasferta? O almeno del 90% delle palestre di wing chun che ho visto.
Praticato una cosiddetta arte marziale giapponese per trentacinque anni, impressione diversa.
Di maestri cinesi tubo alla mano ne vedo tanti, qualità miserabile del lavoro piuttosto similare alla roba occidentale, tbh.
www.isao-okano.com - Gracie Bergamo

raptus

  • Visitatore
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #4 il: Novembre 28, 2016, 13:19:44 pm »
0
Grazie per la risposta.
"Immediata ed efficace? " Parlando di difesa personale per mia esperienza si, ne ho provate altre (tuttora pratico jujitsu) e mentre col wing chun dopo qualche mese alcuni concetti base fondamentali ti entrano e li potresti "applicare" in altre arti marziali non è così ma è giusto che sia così.... ogni arte è diversa e nasce per esigenze diverse... sinceramente non capisco ste risposte ironiche ragazzi, la mia non è una critica solo un'opinione.. datevi na calmata, ho detto che il wing chun fa schifo? O_o

Offline The Spartan

  • Moderatore
  • Mietitore
  • *****
  • Post: 32.267
  • K.Ar.Ma.: +11557
  • Pratico: Master at arms
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #5 il: Novembre 28, 2016, 13:55:29 pm »
+2
No...in quel caso saresti stato portato in trionfo e aggiunto al club.... ;D ;D ;D ;D
YOU WANT SOME?COME GET SOME!
www.spartan-academy.jimdo.com

                      RISE TO THE CHALLENGE!


"Ho tutto il giorno libero!"

http://www.youtube.com/watch?v=cxqe77-Am3w

The Guy - P.K. & Chris...rustici compari.

Offline Nick

  • Praticante
  • **
  • Post: 344
  • K.Ar.Ma.: +130
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #6 il: Novembre 28, 2016, 17:24:35 pm »
0
Grazie per la risposta.
"Immediata ed efficace? " Parlando di difesa personale per mia esperienza si, ne ho provate altre (tuttora pratico jujitsu) e mentre col wing chun dopo qualche mese alcuni concetti base fondamentali ti entrano e li potresti "applicare" in altre arti marziali non è così ma è giusto che sia così.... ogni arte è diversa e nasce per esigenze diverse... sinceramente non capisco ste risposte ironiche ragazzi, la mia non è una critica solo un'opinione.. datevi na calmata, ho detto che il wing chun fa schifo? O_o

Ciao.
Mi permetto di intervenire pur non praticando WX solo per darti un'indicazione del trand delle risposte che hai ottenuto.

Essendo tu nuovo (ho infatti appena visto la tua presentazione - benvenuto  :) ) non hai dimestichezza con quanto ricorre in questi lidi.

Generalizzando un po' (non prendermi alla lettera), la maggior parte degli utenti qui scriventi, a torto o a ragione dovrai capirlo tu, non hanno una buona opinione della maggior parte delle AMT o meglio, delle AMT note per non testare quanto divulgano (discorso lungo e complesso). In particolare del WX (La X la puoi sostituire con la lettera preferita nelle varie grafie del più noto WT/C/ecc...)

Da li le risposte un po' "particolari".

Come consiglio ti direi magari di dare un occhio ai post vecchi riguardo il WX sia in questa sezione che nella sezione Interstile.


Ciao Nick
« Ultima modifica: Novembre 28, 2016, 17:27:08 pm da Nick »
Saluti Nick

Ricordati...
prima o poi...
...boh?

Offline Kufù

  • Eroe
  • *****
  • Post: 6.033
  • Non prendetemi sul serio
  • K.Ar.Ma.: +983
  • Pratico: rievocazione storica, soprattutto Taiji
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #7 il: Novembre 28, 2016, 17:30:39 pm »
0
Premessa: ognuno parla secondo le sue esperienze, le mie le ho elencate nella sezione apposita.

sei stato bravo

La sua diffusione è palese in Italia, l'ho praticato quando avevo 15 anni, adesso pratico altro ma lo considero comunque efficace e ottimo per molti punti di vista.

e hai incontrato solo gente che la pensa come te, probabilmente

Pratico altro perchè ognuno ha i suoi obiettivi nella vita e preferenze. In quegli stessi anni ho scoperto le arti marziali giapponesi con le quali vado più in sintonia quindi non è pigrizia è che viviamo una volta sola e purtroppo ci tocca anche lavorare.

da quanto scrivi sembra quasi che il wingchun sia efficace in generale ma non su di te in particolare

Si, ci sono discipline più ostiche ma che centra?

era per dire che il wingchun e' una delle discipline meno ostiche, tra i vari stili e' il piu' semplice, c'e' gente che in pochissimo tempo impara tutto cio' che c'e' da imparare

Non capisco questa frase: "sono sistemi che insegnano con riluttanza poiche' si discostano alquanto dai principi base del wingchun", lo trovo strano perchè sono passato per due palestre negli anni in cui lo praticavo e ogni volta che si faceva sparring si arrivava sempre a questo, sarà che alla "gente" piace mostrarsi.

soprattutto ai praticanti di wingchun, c'e' una buona concentrazione di gente a cui piace mostrarsi

Relativamente al fatto che non ci sono maestri "cinesi" quindi è perchè in Cina non è così diffuso in rapporto a quanto è diffuso qui?
Mi sembrava strano, è un peccato che non ci puntino più di tanto essendo così "tanti", preferirei di gran lunga vedere palestre di wing chun "tradizionali" rispetto a wok sushi taroccati :)

ci sono delle differenze ma non poi cosi' tante, e soprattutto non sono differenze sostanziali
Giovane furbino io rispondo agli uomini di paglia con gli uomini di paglia, per il sano principio di non sprecare energie inutili. Nel senso che la puzza di sviamento la sento a km, specie perche' ci conosciamo da un sacco e non spreco energie quando fai le nubi d'inchiostro.

raptus

  • Visitatore
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #8 il: Novembre 28, 2016, 19:31:37 pm »
0
A questo punto sale la curiosità di sapere quali sono i motivi percui non lo ritenete efficace e cosa ne pensate del wing chun.
Vi dico la mia: non era "per me", proprio perchè lo vedevo un'arte marziale molto "fisica" dove, parliamoci chiaro, se sei messo bene fisicamente e possiedi un buon equilibrio puoi facilmente esaltarti... motivo percui vedevo spesso gente che si bullava dell'aver picchiato tizio o caio in qualche occasione. Dipende sempre da chi si ha incontrato, dai maestri con cui si ha avuto la fortuna o sfortuna di praticare ma l'immediatezza dell'arte in questo caso è un "difetto" ..
Anche nel jujitsu mi è capitato di vedere elementi di questo tipo, per fortuna metà palestra è dedicata agli agonisti così non ci rompono le scatole :) penso sia tipico delle arti marziali orientate verso la difesa personale, o forse è tipico che gli esseri umani siano dei cogli0ni.
Poi.. dipende da noi, è banale ma è così.
A me personalmente non piace la mera sopraffazione fisica, credo che la tecnica e la "testa" siano decisamente più importanti ma non tutti la pensiamo allo stesso modo e secondo me il wing chun in alcuni aspetti può essere molto utile, ad esempio per colmare punti meno affrontati in altre discipline come ad esempio l'Aikido dove (almeno per quello che ho praticato io, aikikai) mancano aspetti importantissimi come il reagire di "riflesso" o anche solo l'affrontare un semplice pugno nella realtà.


Offline xjej

  • Eroe
  • *****
  • Post: 4.059
  • K.Ar.Ma.: +2424
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #9 il: Novembre 28, 2016, 20:18:49 pm »
0
Perdonami, jiujitsu tradizionale immagino ?
www.isao-okano.com - Gracie Bergamo

raptus

  • Visitatore
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #10 il: Novembre 28, 2016, 20:45:07 pm »
0
Si, non brazilian.

Offline xjej

  • Eroe
  • *****
  • Post: 4.059
  • K.Ar.Ma.: +2424
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #11 il: Novembre 28, 2016, 21:02:02 pm »
+4
Ecco, messi in linea aikido e jiujitsu ed infilato il wc c'è un problema comune, il distacco dalla realtà. (valido pure per gli agonisti di JJ che non entrano nella categoria combattenti )
In quest'ottica manca temo un riscontro parametrico per misurare tutto.
Trovo difficile classificare il wc come un'arte fisica quando la media dei praticanti è in condizioni atletiche da far inorridire un impiegato del catasto.
Trovo difficile classificarla come "immediata" quando la media della pratica è composta da posture dubbie, poco o nulla sparring e scarsa aderenza con la realtà dello scontro.
Il "bullarsi di aver picchiato tizio o caio" riferito a quell'ambiente poi, visto da fuori, diventa una divertente barzelletta.
Qualcuno che posta nel forum aveva tracciato un profilo psicologico "di massima" dei praticanti di certe discipline (wc) e non ne uscivan benissimo.
Io ho praticato agonismo per "parecchio", mai sentito nessuno bullarsi di aver battuto tizio o caio.
Solitamente le teste a pinolo finiscono obliterate negli sdc dove serve una certa forma mentis.
Sul discorso "sopraffazione fisica" well, discorso spinoso.
Si pratica un'arte marziale, di mezzo c'è il combattimento, c'è l'efficacia e c'è il pragmatismo.
L'atletismo si usa quanto basta, meglio averlo che non averlo ma sopratutto è poco utile avere un bagaglio marziale "enorme" e venir sverniciati da chi ne ha una frazione irrisoria solo perchè il gap atletico è ingente.

Qui sotto uno dei più grandi judoka di sempre, Koga, perde ai punti la finale olimpica di atlanta 1996 contro Bouras.
Il francese è un judoka di altissimo livello ma vale una frazione di Koga. Ma tre volte più "atleta" e la cosa ha pagato (ed insegnato una grossa lezione ai giapponesi).

www.isao-okano.com - Gracie Bergamo

Offline Kufù

  • Eroe
  • *****
  • Post: 6.033
  • Non prendetemi sul serio
  • K.Ar.Ma.: +983
  • Pratico: rievocazione storica, soprattutto Taiji
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #12 il: Novembre 28, 2016, 21:25:08 pm »
+1
raptus, mi sei simpatico, xjej non ci va per il sottile ma tu hai mantenuto una certa eleganza

comunque, no, il wingchun non mi piace
Giovane furbino io rispondo agli uomini di paglia con gli uomini di paglia, per il sano principio di non sprecare energie inutili. Nel senso che la puzza di sviamento la sento a km, specie perche' ci conosciamo da un sacco e non spreco energie quando fai le nubi d'inchiostro.

min no yoshi

  • Visitatore
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #13 il: Novembre 29, 2016, 10:30:15 am »
0
Sono d'accordo che una buona condizione fisica sia fondamentale per rendere la pratica efficace. Di qualsiasi AM/SDC/tecnica di DP si tratti.
Ma essere un grande atleta non equivale ad essere un grande combattente.

Stabilire l'efficacia reale di una disciplina in un contesto sportivo come una finale olimpica, con regole e dettami, è quantomeno limitante.

Detto questo però è vero che oggi sono venute meno quelle realtà e quei contesti in cui, in particolare, le AM erano nate e si erano sviluppate. E a mio parere questa è la causa principale per cui abbondano palestre dove la pratica è "vuota" e priva di efficacia.

In quest'ottica (e lo dico da praticante di AMT) oggi un contesto sportivo agonistico (ed in particolare quelli con poche regole e limiti) rende la pratica più reale ed efficace. Sempre con le dovute eccezioni.       

raptus

  • Visitatore
Re:Domande sul wing chun che mi sono sempre posto
« Risposta #14 il: Novembre 29, 2016, 11:14:48 am »
0
Sono completamente d'accordo con voi.
E' il motivo che mi ha fatto abbandonare l'aikido per come lo facevo in quel contesto.
Io non ho avuto le vostre pessime esperienze nel wing chun, nel senso che quando lo praticavo non vedevo elementi veramente fuori forma ma ho sperimentato anche io la "menzogna" di alcune arti che illudono facendoti credere che con la sola tecnica si possono affrontare persone molto più "in forma" di noi.
Secondo me potrebbe essere vero nel momento in cui però lo si accompagna anche a qualche forma pratica, è impossibile essere solo teorici e nascondersi dietro il fatto che "le arti marziali non insegnano a combattere ma ad evitare il combattimento", difendersi purtroppo implica anche combattere.