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Autore Topic: Il Cervello Rettiliano  (Letto 26463 volte)

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #15 il: Febbraio 03, 2010, 15:45:20 pm »
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ottimi interventi Baltoro e Yipeng vi ringrazio per il vostro contributo e spero che possiate trovare qualche informazione utile in questi post messi non tanto per fare sapientino o chissa cosa ma solo come spunto di condivisione e confronto positivo.

a voi... ;)
...Sono il padrone del fuoco e vedo le cose nascoste, vedo la fiamma che si fa tempo, odo il flessibile fuoco del sacrificio sonoro sono un Unuzi, un bimbo davanti al mistero del mondo colmo di timore davanti al Fuoco, che ricompone le cose disperse..Preghiera di uno Sciamano Siberiano.***

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #16 il: Febbraio 03, 2010, 20:58:39 pm »
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un 'altra inserzione interessante:

La funzione crea l’organo: quel che non è utile sparisce, si possono contare 3 cervelli nell’uomo ognuno con una funzione ben precisa:

il primo cervello -quello da rettile- anche se è piccolo è il vero ed unico padrone assoluto di tutto il corpo
il secondo cervello detto mammifero è cresciuto sopra il cervello rettile al fine di generare le emozioni, è medio ed è in posizione secondaria rispetto al cervello rettile nel governare il corpo
il terzo cervello detto nuovo (neo corteccia) si è sviluppato lentamente sopra i primi due, esso si illude di governare il corpo ma è solo un ospite che imbroglia i comandi.
Il naturalista Darwin dissacrò l’uomo con la sua teoria sull’evoluzione biologica e la selezione naturale.

Il neurologo Freud constatò che la maggior parte dei problemi fisici dell’uomo provenivano dall’insoddisfazione e da pulsioni primitive non consce.

Nel 1965 il chirurgo neurologo americano R. Sperry separò gli emisferi cerebrali di un paziente sperando di porre fine alle sue crisi epilettiche: Sperry potè allora constatare che i due emisferi erano fratelli nemici, lavorano assieme per alcuni compiti ma restavano in disaccordo per risolverne altri. In particolare venne rilevato che l’emisfero sinistro è di natura chiacchierone e vanitoso, favorente l’Ego e quindi le ostilità in netta opposizione all’emisfero destro muto ed artista favorevole alla pace e alla serenità.

Successivamente il neurologo americano Mac Lean, pioniere della neuroscienza, grazie alla risonanza magnetica nucleare –che permetteva di “vedere” il cervello in attività- scopri che l’uomo non era sormontato da un solo cervello ma da ben tre cervelli sovrapposti ognuno comparso e rimasto di pari passo all’evoluzione passata: rettile-mammifero-ominide.

Il neurologo francese Laborit forni una spiegazione di certi comportamenti umani (aggressività, fuga ed altri) e della psicofarmacologia (turbe psicosomatiche) tramite esperimenti sui ratti affermando comunque che l’uomo non è un ratto ma nemmeno usa quello che ha in piu’ ed anche che il cervello non fa nulla: la sua porzione ritenuta intelligente subisce e quella primitiva decide senza consultare l’altra.

La psiche umana si oppone a due consapevolezze indispensabili all’evoluzione: l’ineluttabilità della morte che può in qualsiasi momento giungere ed il fatto che abbiamo vissuto –come cellula- da diversi miliardi di anni dalla nostra apparizione; prima cellula sul pianeta terra che si bagnava in acqua dolce con altre cellule che evolve lentamente e diviene batterio, pesce, batrace, rettile,mammifero ed infine l’attuale forma di vita ed in questo stadio, per la prima volta, dopo miliardi di anni con la morte essa finirà di esistere a meno che non la si passi in collegamento con dei figli. Su questa angoscia di fine dell’esistenza sono nate le religioni che promettono la vita eterna.

Il conscio –costituente il 5% del nostro cervello- ha dimenticato quel che è successo nei miliardi di anni trascorsi ma nulla è stato scordato nel 95% di inconscio restante, l’oblio è dovuto al fatto che il grosso cervello nuovo (che pensa e parla) possiede una memoria a breve termine e gli altri due cervelli non sanno cosa fare degli stati d’animo da esso derivanti.

Per sopravvivere milioni d’anni ed evolversi sono serviti fortuna e talento marziale; sono i gesti istintivi di sopravvivenza che hanno permesso ai nostri geni di non morire, questi gesti vanno riscoperti, le vitalità animali servono nell’arte dei punti vitali per evitare di essere toccati mortalmente.

Il cervello rettile è quello del presente che concede alla “macchina” di funzionare in modo riflesso senza doversene preoccupare.

Il cervello limbico è quello del passato che conserva esperienza e memoria per non dover imparare nuovamente e di continuo, esso è il cervello delle credenze e dei condizionamenti.

Il cervello corticale –intellettuale- è quello del futuro che relaziona il passato al presente, per proteggerci concede la possibilità all’uomo di associare diversamente gli elementi della sua realtà e di ricombinarli per creare nuove strutture per soddisfare abilmente gli altri due cervelli, le “emozioni” e i “piaceri” degli altri 5 sensi ed il “sesso” pulsione vitale.

 

IL CERVELLO RETTILIANO

Proto-rettiliano – pre-mammifero - paleo-corteccia – corteccia arcaia –

Nella tradizione marziale: centro motore – hara – coccodrillo

E’ il primo ad apparire, si trova sempre al suo posto ed è piccolo ma essenziale: contiene tutte le informazioni per sopravvivere –nutrirsi, bere, dormire, mantenimento della temperatura corporea, produzione ormonale, movimento, istinto di fuga e combattimento di sopravvivenza, riproduzione-.

“Fare” il necessario al momento giusto è la piu’ importante per lui che non chiedere il parere ai cervelli che ha il disopra. Esso contiene le ghiandole vitali:talamo, ipotalamo, epifisi ed ipofisi.

Vista la sua enorme importanza lo si deve conservare in buono stato con lo sport ad esempio ed evitare atteggiamenti di vita irregolari –alterazioni del ciclo sonno/veglia, alimentazione errata, bevande alcoliche ecc…- che lo danneggerebbero irrimediabilmente.

Questo cervello ha una memoria a brevissimo termine (questo gli permette di non essere raggirato dall’uomo o subire l’influenza di fantasie intellettuali di certe arti marziali che squilibrerebbero la sua eredità e ne decreterebbero la fine immediata).

E’ evidente che la difesa personale di sopravvivenza non si può veramente imparare –nell’ottica intellettuale- ma si devono scoprire quali sono i primi riflessi personali di sopravvivenza che provengono direttamente dal cervello rettile per poi incanalarli allenandosi continuamente, usarli intelligentemente rimuovendo i blocchi che ne frenano la spontaneità, blocchi derivanti dal cervello intelligente (neo-corteccia) e dell’emotività negativa del cervello mammifero.

IL CERVELLO MAMMIFERO

Paleo-mammario- corteccia libica – corteccia- cervello medio

Nella tradizione marziale: cervello emozionale – cervello emotivo – cuore – cavallo

Posizionato sopra il cervello rettiliano, è comparso quando l’uomo era un mammifero primitivo. E’ il centro di emozioni e credenze, dei rituali che caratterizzano i mammiferi –intimidazione, affronto ecc..- . Esso ha dato modo alla nostra specie di migliorarsi tramite la selezione.

Questo tipo di cervello è muto è duro d’orecchi, sente e crede senza capire –capire non è il suo compito- quello che viene ripetuto a lungo su una tonalità molto speciale.

Essendo anche il cervello delle credenze appare chiaro il motivo per cui sette e religioni, la politica usino rituali particolari tipo le litanie, preghiere, canti per imprimere quello che vogliono radicare; come nell’addestramento per gli animali il condizionamento è facilitato se accompagnato da punizioni e ricompense fisiche e mentali (gioia collettiva – colpevolizzazione…) con parallelo indebolimento del corpo –digiuno e cibo poco nutriente- privazione del sonno, perdita della libertà -vita in comune sotto la sorveglianza degli “anziani”).

Rilevato che questo tipo di cervello sente ma non ascolta appare chiaro perché dopo aver tentato di ragionare con una persona di fede diversa essa non accetterà gli argomenti anche se ragionevoli ed intelligenti addotti per la nuova tesi presentata; il cervello mammifero non è ragionevole per sua natura e gli è impossibile comunicare con i cervelli inferiori: tale comunicazione avviene solo lungo questo schema: cervello retti le>>cervello mammifero>>intelletto e mai nell’ordine inverso.

In questo cervello risiede la memoria a lungo termine, quello che viene imparto con emozione tramite i 5 sensi viene impresso qui indelebilmente.

IL CERVELLO NEO-MAMMIFERO

Neo-mammario – nuovo cervello – neo-corteccia – cervello intelligente

Nella tradizione marziale: cervello creativo – intellettuale – passeggero del corpo

Il meglio di questo cervello nuovo è che “parla” –capacità dell'emisfero sinistro- sia verbalmente che nella testa, ha concesso di scrivere, possiede una certa creatività geniale che può creare o rinnovare cose ma presenta dei problemi legati all’ego –che sembra risiedere solo in quest’ultimo cervello-.

Ogni lampo di genio però sembra giungere quando questo cervello “pensante” si mette a riposo… pare che la neo-corteccia non faccia nulla, non sa fare nulla e non è in grado di fare può solo suggerire e pensare.

In ambito marziale si raccomanda sempre di “svuotare la mente” per fare quello che serve senza l’interferenza del cervello intelligente di fatti esso è il piu’ lento dei tre cervelli: in ambito marziale piu’ si pensa meno si è rapidi.

I DUE EMISFERI CEREBRALI

L’antagonismo dei due emisferi riguarda principalmente la neo-corteccia , un poco la corteccia emotiva e quasi per nulla la paleo-corteccia.

L’emisfero sinistro comanda la parte destra del corpo, mentre l’emisfero destro ne comanda la parte sinistra ; questo accade anche nei mancini dove l’emisfero destro non è dominato dalla parte sinistra.

Il lato sinistro del cervello ragiona, parla, calcola, scrive è il dominante vanitoso –ego- mentre il lato destro non parla e non calcola (anche se può imparare a contare fino a 10 in caso che il lato sinistro non funzioni piu’). E’ il lato artistico, saggio, sportivo, ballerino, yogi sereno; è il lato che possiede il senso dello spazio, lo si sospetta essere il cervello inventivo –gli inventori sono spesso sognatori mancini).

Nelle arti marziali di sopravvivenza esistono esercizi mirati ad equilibrare i due emisferi, nell’arte dei punti vitali questi esercizi sono importantissimi per ottenere l’estrema efficacia con un doppio attacco (usando le armi naturali per colpire punti alti e bassi contemporaneamente).

L’uomo generalmente nella vita quotidiana si comporta da mammifero evoluto e svolge tutte le sue mansioni in uno stato di coscienza leggermente ipnotico che viene definito sonno diurno; l’uomo ordinario si “risveglia” occasionalmente da questo stato per passare ad un altro stato di coscienza: dormire, per ogni rituale, per riprodursi, per difendersi, per attaccare…

La risonanza magnetica rivela quanto sia veritiero ciò che affermano le tradizioni: l’uomo vive in uno stato ipnotico che i bambini non presentano.

Nella vita tutto sembra essere questione di blocchi e modificazione degli stati di coscienza sia involontari che volontari.

 

Vista questa prima analisi dei tipi di cervello presenti nell’uomo si possono elencare dei “tipi” di uomo in base ad essi:

l’uomo rettiliano:  soprattutto preoccupato di sopravvivere, della buona riuscita quotidiana di quel che esiste, si occupa del presente

l’uomo limbico o mammifero: ripete soprattutto quel che è piacevole ed evita quanto è sgradevole, dominato dalle emozioni e dalle convinzioni provenienti dal suo passato per guidare le sue scelte

l’uomo corticale o intellettuale: assimila o accumula materia per passare al concetto, all’astrazione e creare livelli superiori di comprensione della sua realtà sulla base della propria esperienza passata anticipa il suo probabile futuro.

Riuscire a movimentare l’intero cervello globale vuol dire essere sempre presenti sui diversi terreni dei tre cervelli integrandoli nei pensieri e nelle azioni.

http://digilander.libero.it/federicamiyaghi/Punti/cervtri.htm
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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #17 il: Febbraio 03, 2010, 21:12:09 pm »
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“Si pensa che il cervello rettiliano rappresenti il centro fondamentale del sistema nervoso, essendo costituito dalla parte superiore del midollo spinale, da parti del mesencefalo, dal diencefalo e dai gangli della base e da strutture definite come appartenenti al corpo striato (nucleo caudato, putamen, globo pallido e sostanza grigia associata (1) ... “MacLean ritiene che l’R-complex dei cervelli dei mammiferi attuali derivi da quello di rettili mammifero-simili che nel passato popolarono la terra in grande numero” (2). “Ai fini dello studio neurocomportamentale comparativo, è spiacevole constatare che nessun rettile esistente appartenga alla stessa linea filetica dei mammiferi. Uno dei rettili mammifero-simili più antichi era nell’aspetto così simile ai Lacertili da ricevere il nome di Varanosaurus, un termine che fa riferimento al varano, di cui il drago di Komodo è un importante esempio. Per queste ed altre ragioni noi abbiamo privilegiato l’uso delle lucertole nei nostri studi comparativi” (3) . Secondo MacLean “il cervello di tipo rettiliano che si trova nei mammiferi è fondamentale per le forme di comportamento stabilite geneticamente, quali scegliere il luogo dove abitare, prendere possesso del territorio, impegnarsi in vari tipi di parata [comportamenti dimostrativi], cacciare, ritornare alla propria dimora, accoppiarsi, [procreare], subire l’imprinting, formare gerarchie sociali e scegliere i capi”.(4) .... “L’R-complex è necessario per i comportamenti (esibizioni) ritualistici [che seguono una sequenza predeterminata] e la comunicazione non verbale ad essi associata. A livello umano, MacLean ritiene che certe tendenze comportamentali sono dovute ad una eredità di disposizioni regolate (mediated) dalla stessa, primaria regione cerebrale. Esse includono alcune violente reazioni, la preferenza per la routine o per azioni rituali, ed alcune forme di attività sostitutiva”.(5) - La struttura nervosa che presiede ai comportamenti gerarchici, e fra questi quello di sottomissione al capo, si trova nell’R-complex. La sensazione è di tipo magico (6), etereo, impalpabile, non osservabile né sperimentale ed ha gradi più o meno alti di illogicità ma è accettata per fede. Infatti il pensiero magico ha la sua origine inconscia nell’R-complex e viene elaborato e reso cosciente dalla corteccia cerebrale, che tenta di dargli una parvenza di razionalità o lo rifiuta. L’R-complex possiede la capacità di stabilire relazioni fra i fenomeni, ma in una forma diversa da quella neocorticale; la relazione non è razionale, ma di tipo temporale (post hoc, propter hoc). Ciò conduce ad attività di routine, di conformità a situazioni precedenti, di ritualizzazione di comportamenti, ovvero ad atti ossessivo-coercitivi (pensiero magico). Tale tipo di connessione fra i fenomeni diviene cosciente e può essere espresso linguisticamente dal Neocortex. Benché inibito dal cervello Limbico, il cervello rettiliano mantiene le strutture e le funzioni gerarchizzanti di dominanza-sottomissione che determinano la sottomissione ai capi. Poiché l’elaborazione neocorticale del concetto di un “Essere dall’immensa potenza” non può che essere suscitata da un’azione del rettiliano sul Neocortex, si deve pensare che in un particolare periodo della evoluzione umana tale struttura nervosa è stata temporaneamente liberata dal controllo inibitorio del Sistema Limbico, presumibilmente in seguito ad uno stimolo, che, causando un trauma psichico, abbia ridotto l’azione inibitrice del Sistema Limbico. (7)
Noi dobbiamo il pensiero in sè, o più esattamente la Consapevolezza di Essere al cervello rettiliano. L'unico suo problema è di obbedire all'Essere Superiore di Immensa Potenza. (vedere le conferme nella ricerca di Julian Jaynes)

Note. note .(1- MacLean 1985a, p. 220) (2 - Jsaacson 1982, p. 240) (3 - MacLean 1985b, pp. 408-9) (4 - 1973a, trad. it. 1984, p. 7) ( 5- Isaacson1982, p. 246), (6 - la definizione di "magico" è un'invenzione del sistema neo-corticale) - (7 - Questa tappa fondamentale segna l'apparizione di un Uomo nuovo, dotato di PAURA perché COSCIENTE).

http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Organizzazione-cerebrale-Cervello-rettiliano-Cervello-libico-Cervello-neocorticale/D4215090.html
...Sono il padrone del fuoco e vedo le cose nascoste, vedo la fiamma che si fa tempo, odo il flessibile fuoco del sacrificio sonoro sono un Unuzi, un bimbo davanti al mistero del mondo colmo di timore davanti al Fuoco, che ricompone le cose disperse..Preghiera di uno Sciamano Siberiano.***

KYI~instinct fight

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #18 il: Febbraio 04, 2010, 00:47:59 am »
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cervello rettile.....quanto ci sarebbe da dire su essa

essa e' un punto fermo importantissimo per il combattimento istintivo , senza lo sviluppo del cervello rettiliano , saremmo condizionati dalla logica marziale  , il che renderebbero le nostre applicazioni marziali   troppo strutturate

lo sviluppo del cervello rettiliano e 99 per cento basato dalle posture laterali tipo" Jiji z. " , personalme praticando tale posture  per parecchio tempo , ho potuto constatare , su me stesso gli effetti di essa , a livello marziale i progressi sono notevoli , posso confermare da cio che viene descritto dall' articolo che la memoria su alcune cose si restringa siamo alla continua ricerca del presente , anche le emozioni di vario genere vengono assorbite in parte , e da una parte ci rende un po' meno " sognatori"   
 
ogni singolo neurone riceve da decine di centinaia a decine di migliaia di connessioni

o meglio di impulsi elettrici  neuroconnettivi e col l'utilizzo del cervello rettiliano, lo scambio di " informazioni e' nettamente piu' veloce , lo sviluppo di essa e' il centro di pratica , per un qualsiasi buon praticante di Zz ,

io la chiamo la postura in cui l' intenzione per poter riempire  il nostro corpo deve passare in uno  stato di follia cosciente     
 
 
 

 
 
   

Offline baltoro 06

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #19 il: Febbraio 04, 2010, 09:59:43 am »
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cervello rettile.....quanto ci sarebbe da dire su essa

essa e' un punto fermo importantissimo per il combattimento istintivo , senza lo sviluppo del cervello rettiliano , saremmo condizionati dalla logica marziale  , il che renderebbero le nostre applicazioni marziali   troppo strutturate

lo sviluppo del cervello rettiliano e 99 per cento basato dalle posture laterali tipo" Jiji z. " , personalme praticando tale posture  per parecchio tempo , ho potuto constatare , su me stesso gli effetti di essa , a livello marziale i progressi sono notevoli , posso confermare da cio che viene descritto dall' articolo che la memoria su alcune cose si restringa siamo alla continua ricerca del presente , anche le emozioni di vario genere vengono assorbite in parte , e da una parte ci rende un po' meno " sognatori"    
 
ogni singolo neurone riceve da decine di centinaia a decine di migliaia di connessioni

o meglio di impulsi elettrici  neuroconnettivi e col l'utilizzo del cervello rettiliano, lo scambio di " informazioni e' nettamente piu' veloce , lo sviluppo di essa e' il centro di pratica , per un qualsiasi buon praticante di Zz ,

io la chiamo la postura in cui l' intenzione per poter riempire  il nostro corpo deve passare in uno  stato di follia cosciente      
 
    

...E anche in questo caso l'amico Kyi dice cose moooolto interessanti.
Sono acclarate e testimoniate situazioni in cui messi alle stratte in una situazione di pericolo effettivo il ns. essere automaticamente cortocircuita la neocorteccia e prende comandi direttamente dal cervello rettiliano, cervello che per sua costituzione fa riferimento agli istinti primordialio di conservazione e come tale bypassa tutte quelle sovrastrutture inutili che non fanno altro che rallentare il ns. movimento e la ns. capacità di reazione.
In questi mesi il ns. allenamento si è orientato proprio verso il cercare di cortocircuitare in maniera cosciente la neocorteccia in modo da poter attingere alle forze primordiali.

Giusto per capirci porto un esempio che ha avuto come testimone mia moglie che è docente all'università di chimica: Un giorno uno dei ragazzi stava facendo delle cose in laboratorio quando, forse perchè la cappa aspirante non aspirava bene, alcuni vapori fuoriusciti dalla reazione chimica hanno preso fuoco all'improvviso. Niente di particolarmente pericoloso, bastava azionare l'estintore ed il gioco era fatto, ma il tizio si è talmente spaventato che è uscito di corsa come un forsennato ed è letteralmente passato attraverso una porta vetri che in quel momento era chiusa. Ora...quella porta vetri è fatta apposta come misura di sicurezza, si può obiettare che la porta vetri essendo trasparente non è affatto sicura ma tant'è, ed è spessa qualche millimetro. Come abbia fatto il tizio a passare letteralmente attraverso quella porta senza prodursi nemmeno un graffio è una cosa inspiegabile. Ci sono i testimoni perchè il poveraccio si è catapultato da mia moglie in stato confusionale con il grembiule un pò bruciacchiato e fumante; chiaramente tutti si sono preoccupati e si sono subito precipitati a vedere cosa fosse successo. Quella porta l'ho vista, posso garantirvi che come sia riuscito ad attraversarla è un mistero, esserne uscito illeso poi è un miracolo.  :)

Ah....ho riletto il mio post e giusto per chiarezza specifico che per "attraversare" non intendo dire che il tizio si è smaterializzato e rimaterializzato dall'altra parte della porta, semplicemente era talmente spaventato che non l'ha neanche vista e ci è passato attraverso demolendola.  :o
« Ultima modifica: Febbraio 04, 2010, 10:22:18 am da baltoro 06 »

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #20 il: Febbraio 05, 2010, 01:48:25 am »
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La comparsa esplosiva delle attività tipiche del Sistema Limbico, ad es. a causa di epilessia (temporale), può scatenare un insieme di esperienze e sensazioni, alcune delle quali molto interessanti essendo associate con la convinzione della scoperta di verità fondamentali, senso di spersonalizzazione e stranezza, ed allucinazioni.



Sapete chi è Saulo di Tarso?

E' San Paolo, il fondatore del moderno cristianesimo, quello che si è inventato quasi tutto ciò che crediamo di sapere sul cristianesimo perché...gliel'ha detto il Signore. (Scrivo maiuscolo per non offendere alcuno, ma solo per questo)

Beh, incollo da wiki: Saulo/Paolo si convertì al cristianesimo mentre, recandosi da Gerusalemme a Damasco per organizzare la repressione dei cristiani della città, venne improvvisamente avvolto da una luce fortissima e udì la voce del Signore che gli diceva: "Paolo, Paolo, perché mi perseguiti?"[6]. Reso cieco da quella luce divina, Paolo vagò per tre giorni a Damasco, dove poi venne guarito dal capo della piccola comunità cristiana di quella città, Anania. L'episodio, noto come "La conversione di San Paolo", diede l'inizio all'opera di evangelizzazione di Paolo.

L'influenza storica di Paolo nell'elaborazione della teologia cristiana è stata enorme: mentre i vangeli si limitano prevalentemente a narrare parole e opere di Gesù, sono le lettere paoline che definiscono i fondamenti dottrinali del valore salvifico della sua incarnazione, passione, morte e risurrezione – ripresi dai più eminenti pensatori cristiani dei successivi due millenni. Per questo alcuni studiosi contemporanei lo hanno identificato come il vero fondatore del Cristianesimo.

Riuscite a vedere ciò che vedo io, associando questa storia al pezzo che ho quotato?
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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #21 il: Febbraio 05, 2010, 02:35:28 am »
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Be' non ci vuole molto a vedere il nesso, San Paolo sarebbe arrivato a concepire i dettami del cristianesimo in seguito ad una crisi epilettica o comunque una stimolazione del cervello primitivo.

Un po estrema come conclusione.

Anche il mio cane soffre di crisi epilettiche, speriamo nulla di cosí grave, altrimenti mi toccherá sedarlo per evitare che si monti la testa :o

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #22 il: Febbraio 05, 2010, 03:09:38 am »
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Il neurologo Freud constatò che la maggior parte dei problemi fisici dell’uomo provenivano dall’insoddisfazione e da pulsioni primitive non consce.
Certo é proprio dal sistema simpatico che provengono gli stimoli per le azioni involontarie (muscoli digestivi, battito cardiaco, "respirazione", anche se quest'ultima é regolata da entrambi tant'é che é l'unico lavoro involontario che possiamo controllare, e sul quale la moderna psicologia agisce per regolare alcune funzioni dell'organismo).
Il fatto che le pulsioni del subconscio non si possano controllare, ne aumenta la potenza in termini di malattia.
Nel 1965 il chirurgo neurologo americano R. Sperry separò gli emisferi cerebrali di un paziente sperando di porre fine alle sue crisi epilettiche: Sperry potè allora constatare che i due emisferi erano fratelli nemici, lavorano assieme per alcuni compiti ma restavano in disaccordo per risolverne altri. In particolare venne rilevato che l’emisfero sinistro è di natura chiacchierone e vanitoso, favorente l’Ego e quindi le ostilità in netta opposizione all’emisfero destro muto ed artista favorevole alla pace e alla serenità.
Come al solito l'uomo per capire le cose deve sempre dividere tutto :=)
Il cervello rettile è quello del presente che concede alla “macchina” di funzionare in modo riflesso senza doversene preoccupare.
La respirazione gioca un ruolo chiave in questo, per questo che il lavoro di pranayama, e l'analisi bioenergetica di Lowen si soffermano molto sulla respirazione intenzionale.
Il cervello limbico è quello del passato che conserva esperienza e memoria per non dover imparare nuovamente e di continuo, esso è il cervello delle credenze e dei condizionamenti.
La mente che mente, il cane che abbaia >:( >:( >:(
“Fare” il necessario al momento giusto è la piu’ importante per lui che non chiedere il parere ai cervelli che ha il disopra. Esso contiene le ghiandole vitali:talamo, ipotalamo, epifisi ed ipofisi
Per capire bene questo concetto consiglio di provare la meditazione dinamica di Osho, il corpo che si muove da solo senza chiedere alcun parere a nessun cervello e in piú una stimolazione ormonale pazzesca.
L’uomo generalmente nella vita quotidiana si comporta da mammifero evoluto e svolge tutte le sue mansioni in uno stato di coscienza leggermente ipnotico che viene definito sonno diurno; l’uomo ordinario si “risveglia” occasionalmente da questo stato per passare ad un altro stato di coscienza
Questo lo spiega molto bene Gudjieff, e sembra incredibile quanto l'uomo sia ipnotizzato e quanto l'attenzione sia assente.
Riuscire a movimentare l’intero cervello globale vuol dire essere sempre presenti sui diversi terreni dei tre cervelli integrandoli nei pensieri e nelle azioni.
Molte pratiche alchemiche tra cui lo yoga lavorano moto sull'alternarsi di intensitá (il discorso che si faceva sullo stile chen di taiji che passa da movimenti lenti ad esplosioni), questo viene spiegato come un disperdere un certo tipo di materia sottile/energia ed accumularne un'altro tipo.
Osho lo spiega come mandare in confusione il cervello, per appiattire appunto la mente e zittire il cane che abbaia. I principi che regolano tutto ció a livello scientifico sono nell'articolo che hai postato, ricco di spunti interessanti ed informazioni che vanno a complerare teorie sulle quali si basano i principi di molte discipline orientali.

Grazie 3picchi

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #23 il: Febbraio 05, 2010, 03:22:42 am »
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Be' non ci vuole molto a vedere il nesso, San Paolo sarebbe arrivato a concepire i dettami del cristianesimo in seguito ad una crisi epilettica o comunque una stimolazione del cervello primitivo.

Un po estrema come conclusione.

Anche il mio cane soffre di crisi epilettiche, speriamo nulla di cosí grave, altrimenti mi toccherá sedarlo per evitare che si monti la testa :o

Il fatto d'aver visto una luce in seguito alla quale ha girato in stato confusionale per tre giorni prima di essere curato. quest'esperienza l'ha portato a... "un insieme di esperienze e sensazioni, alcune delle quali molto interessanti essendo associate con la convinzione della scoperta di verità fondamentali, senso di spersonalizzazione e stranezza, ed allucinazioni"

Copiando da wiki alcuni tipici fenomeni vissuti da chi ha una crisi epilettica:

Crisi visive: allucinazioni visive elementari (punti luminosi) ad un emicampo.→ scarica origina dalla corteccia visiva controlaterale (16 e17).

Crisi allucinatorie: percezioni senza oggetto, spesso sono complesse ed articolate (scene, paesaggi, personaggi).

Con segni psichici: alterazione elettiva delle funzioni superiori senza perdita di coscienza. (i tre giorni in stato confusionale)

Sempre da wiki:

Nel passato l'epilessia è stata associata ad esperienze religiose e anche a possessioni demoniache.

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #24 il: Febbraio 05, 2010, 06:39:11 am »
0
Ringrazio Machine e Avia per la discussione  e do il benvenuto in questotrhead incoraggiandoli

a portare le loro riflessioni...

Buona giornata campioni
...Sono il padrone del fuoco e vedo le cose nascoste, vedo la fiamma che si fa tempo, odo il flessibile fuoco del sacrificio sonoro sono un Unuzi, un bimbo davanti al mistero del mondo colmo di timore davanti al Fuoco, che ricompone le cose disperse..Preghiera di uno Sciamano Siberiano.***

machine gun yogin

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #25 il: Febbraio 05, 2010, 10:40:39 am »
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Be' non ci vuole molto a vedere il nesso, San Paolo sarebbe arrivato a concepire i dettami del cristianesimo in seguito ad una crisi epilettica o comunque una stimolazione del cervello primitivo.

Un po estrema come conclusione.

Anche il mio cane soffre di crisi epilettiche, speriamo nulla di cosí grave, altrimenti mi toccherá sedarlo per evitare che si monti la testa :o

Il fatto d'aver visto una luce in seguito alla quale ha girato in stato confusionale per tre giorni prima di essere curato. quest'esperienza l'ha portato a... "un insieme di esperienze e sensazioni, alcune delle quali molto interessanti essendo associate con la convinzione della scoperta di verità fondamentali, senso di spersonalizzazione e stranezza, ed allucinazioni"

Copiando da wiki alcuni tipici fenomeni vissuti da chi ha una crisi epilettica:

Crisi visive: allucinazioni visive elementari (punti luminosi) ad un emicampo.→ scarica origina dalla corteccia visiva controlaterale (16 e17).

Crisi allucinatorie: percezioni senza oggetto, spesso sono complesse ed articolate (scene, paesaggi, personaggi).

Con segni psichici: alterazione elettiva delle funzioni superiori senza perdita di coscienza. (i tre giorni in stato confusionale)
Scherzi a parte.
Sai quante persone hanno crisi epilettiche?
Io ne conosco 1, giovane anche, e non c'é nulla di mistico in quello che gli accade, ne nel vederlo :o ne in quello che mi racconta quando si riprende :-\
Nel passato l'epilessia è stata associata ad esperienze religiose e anche a possessioni demoniache.
Immagino tu ti riferisca agli episodi che vedevano protagonisti poveri malati epilettici accusati di essere indemoniati.
Un aneddoto che viene raccontato anche a scuola insomma.

Questa é ingnoranza caro mio, non ci vedo molto di mistico.
Un po come le teorie di galileo quando dichiaró che la terra era tonda.

Il fatto é che si cerca sempre di buttare sul religioso quello che non si capisce.

kortobrakkio

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #26 il: Febbraio 08, 2010, 00:57:04 am »
0
È una discussione estremamente interessante.
Ringrazio Trepicchi(e la sua costanza nello scrivere)per l'importante contributo.
Più che dei dettagli anatomici sono rimasto interessato dalle priorità e meccaniche di funzionamento dei tre cervelli fratelli.
E mi sorgono paragoni con alcune metodiche di insegnamento ricevute.
Ricordo nel periodo di pratica con Jo Azer(vajiramushty),che l'insegnamento funzionava pressappoco così:Jo ti metteva in situazione difficile,quando non critica(per esempio tu a terra,l'altro in piedi che voleva saltarti sull'addome);insegnamento base:impediscigli di arrivarti sulla pancia(arrangiati);ovvio che le prime volte era un disastro....goffaggine,approssimazione,"umiliazioni"(istruttive,ma all'inizio non sembrava).
Poi si diventava più abili,e li arrivavano le "dritte";spuntavano "tecniche"che erano in realtà opportunità dinamiche,mai cose meccaniche;ed in parallelo si facevano tanti "giochi marziali"che istruivano divertendo rendendo naturalmente agile ed abile il corpo.
Ogni tanto,uno shock:un esperienza forte che squoteva il tuo essere;per esempio varie simulazioni di morte;ricordo fra le varie,il lasciarsi cadere di schiena in acqua,da un metro di altezza,al mare di notte.mentalmente si doveva lasciare tutto alle spalle,poi bisognava cadere "morbidamente":si era morti......vi assicuro,per quanto sembri semplice,che era dura,e in qualche modo ti segnava(e non per la schienata in acqua).
L'allenamento era in complesso esperienziale,si andava dal grezzo al sottile,e la tecnica vi filtrava come conseguenza e non come padrona(e riusciva comunque ad essere raffinata....);ci si allenava con intensità,poco tempo per "pensare"(giusto recepire le istruzioni)giocando e picchiando l'ego.e,si,nel gioco era pure compreso l'incidente,il farsi male,ma non c'era l'esaltazione della cicatrice:era crescere.
Ricollegandomi al comparto "cinese"ed al discorso del piacere,mi sovviene un commento del m. Wu Dong,che mostrandomi una foto di WXZ mi disse;vedi che sorride mentre pratica?non è una posa;al suo livello la postura e dolce come zucchero,rende felici.

Riguardo al discorso della mente razionale che soffoca quella istintiva mi permetto di consigliare le opere di Itsuo Tsuda;illuminanti anche per i marzialisti.

Offline Trepicchi

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #27 il: Febbraio 08, 2010, 07:25:23 am »
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È una discussione estremamente interessante.
Ringrazio Trepicchi(e la sua costanza nello scrivere)per l'importante contributo.
Più che dei dettagli anatomici sono rimasto interessato dalle priorità e meccaniche di funzionamento dei tre cervelli fratelli.
E mi sorgono paragoni con alcune metodiche di insegnamento ricevute.
Ricordo nel periodo di pratica con Jo Azer(vajiramushty),che l'insegnamento funzionava pressappoco così:Jo ti metteva in situazione difficile,quando non critica(per esempio tu a terra,l'altro in piedi che voleva saltarti sull'addome);insegnamento base:impediscigli di arrivarti sulla pancia(arrangiati);ovvio che le prime volte era un disastro....goffaggine,approssimazione,"umiliazioni"(istruttive,ma all'inizio non sembrava).
Poi si diventava più abili,e li arrivavano le "dritte";spuntavano "tecniche"che erano in realtà opportunità dinamiche,mai cose meccaniche;ed in parallelo si facevano tanti "giochi marziali"che istruivano divertendo rendendo naturalmente agile ed abile il corpo.
Ogni tanto,uno shock:un esperienza forte che squoteva il tuo essere;per esempio varie simulazioni di morte;ricordo fra le varie,il lasciarsi cadere di schiena in acqua,da un metro di altezza,al mare di notte.mentalmente si doveva lasciare tutto alle spalle,poi bisognava cadere "morbidamente":si era morti......vi assicuro,per quanto sembri semplice,che era dura,e in qualche modo ti segnava(e non per la schienata in acqua).
L'allenamento era in complesso esperienziale,si andava dal grezzo al sottile,e la tecnica vi filtrava come conseguenza e non come padrona(e riusciva comunque ad essere raffinata....);ci si allenava con intensità,poco tempo per "pensare"(giusto recepire le istruzioni)giocando e picchiando l'ego.e,si,nel gioco era pure compreso l'incidente,il farsi male,ma non c'era l'esaltazione della cicatrice:era crescere.
Ricollegandomi al comparto "cinese"ed al discorso del piacere,mi sovviene un commento del m. Wu Dong,che mostrandomi una foto di WXZ mi disse;vedi che sorride mentre pratica?non è una posa;al suo livello la postura e dolce come zucchero,rende felici.

Riguardo al discorso della mente razionale che soffoca quella istintiva mi permetto di consigliare le opere di Itsuo Tsuda;illuminanti anche per i marzialisti.


Ricollegandomi al comparto "cinese"ed al discorso del piacere,mi sovviene un commento del m. Wu Dong,che mostrandomi una foto di WXZ mi disse;vedi che sorride mentre pratica?non è una posa;al suo livello la postura e dolce come zucchero,rende felici.

Questo è molto interessante......e un motivo di stimolo alla pratica
...Sono il padrone del fuoco e vedo le cose nascoste, vedo la fiamma che si fa tempo, odo il flessibile fuoco del sacrificio sonoro sono un Unuzi, un bimbo davanti al mistero del mondo colmo di timore davanti al Fuoco, che ricompone le cose disperse..Preghiera di uno Sciamano Siberiano.***

L0tvs Eff3ct

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #28 il: Febbraio 12, 2010, 17:24:15 pm »
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Ho sempre un pò di amaro in bocca nel leggere di cervello rettiliano.

Offline Trepicchi

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Re: Il Cervello Rettiliano
« Risposta #29 il: Febbraio 12, 2010, 17:55:28 pm »
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Ho sempre un pò di amaro in bocca nel leggere di cervello rettiliano.

ben arrivato Lotus se puoi cortesemente spiegarto meglio in modo di dare un po' piu' chiarezza alla tua affermazione.

grazie per il tuo intervento
...Sono il padrone del fuoco e vedo le cose nascoste, vedo la fiamma che si fa tempo, odo il flessibile fuoco del sacrificio sonoro sono un Unuzi, un bimbo davanti al mistero del mondo colmo di timore davanti al Fuoco, che ricompone le cose disperse..Preghiera di uno Sciamano Siberiano.***